società

La via (veneta) alla seta

Sono andati in Giappone a caccia di pezzi di ricambio. Alcuni si trovano ancora, altri non più. Così glieli hanno commissionati ai più virtuosi tra gli artigiani meccanici del vicentino. Entro l’anno la macchina sarà a pieno regime. In Europa si sente di nuovo il rumore di una filandina in funzione.
Qui si è riscoperta la seta. Il più pregiato dei tessuti. E sarà qualcosa con cui i cinesi non potranno competere, giurano da queste parti. Anche se laggiù continuano a produrre oltre il 90% di filato al mondo. Continua a leggere

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culture

Da Seurat a Mondrian. Modernità compiuta

Una domenica d’estate del 1888. A Port-en-Bessin, piccolo borgo di pescatori della Normandia, spira una brezza che muove le bandiere di alcune barche ormeggiate. Georges Seurat da una balaustra osserva la scena. Ha già realizzato cinque dipinti di quel villaggio. E questo sarà il sesto. Non gli interessano gli scorci romantici. Scruta piuttosto gli edifici del porto, con la loro silhouette geometrica e funzionale. Le imbarcazioni e il molo. L’atmosfera rarefatta tra le nuvole e l’acqua. Sembra non accorgersi neppure delle persone che oziano e passeggiano. Continua a leggere

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culture, società

La chiamano La Cattedrale

La chiamano La Cattedrale, per le tante vetrate che svettano alle pareti dell’edificio. Al centro i forni di cottura, come un altare. In fondo, nella seconda navata, un enorme e barocco lampadario di quattro metri e mezzo di altezza e 400 chili di peso. E’ la nuova vetreria che ieri è stata aperta a Murano, in Calle di Odoardo, a un passo dalla fermata Venier del vaporetto. Protagonisti sono Aristide Najean e sua moglie Sylvie Plassnig. Continua a leggere

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politica, società

Colombia. «Noi profughe a casa nostra»

Da una parola può dipendere la vita e la morte, soprattutto dove sono coinquiline. Se si chiede a Diana dei terratenientes, lei ti strattona verso il molo sul Rio Magdalena dove le barche trasportano merci e uomini. «Qui diciamo proprietari di fondi agricoli. Quegli altri sono gli assassini», sussurra. Da quei «fondi agricoli» lei è fuggita due volte, percorrendo i sentieri di Antioquia, terra di paramilitari senza scrupoli e di militari piuttosto distratti. E di guerriglieri. Continua a leggere

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culture, società

Tutti pazzi per il tattoo

Un tempo era l’hotel delle convention dove scorrazzavano i ras locali della politica. Da tre giorni, invece, il Russott a Mestre, alle porte di Venezia, è affollato di tatuati e tatuatori. Supini o stesi di fianco su file di lettini, accovacciati o con gambe e braccia all’aria, ragazzi e ragazze aspettano con una pazienza zen che «l’artista» finisca di dar forma a fiori, teste, civette, draghi o simboli misteriosi. Muscolosi e flaccidi, nerd e post-hipster, nerboruti o smilzi, ventenni (tanti) o cinquantenni (meno), ostentano sicurezza o strizzano gli occhi, sudano ammutoliti, ma resistono fino alla fine. Tutto attorno si accalca una folla che scruta, indica, commenta. Continua a leggere

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culture, società

Il paese che si fa opera d’arte

«Solo qualche giorno dopo averla terminata e dopo che i media locali hanno raccontato le reazioni che ha suscitato, l’opera “Barba Bride” è stata rivista e completata da qualcuno». Così ha scritto sul suo account facebook MTO, l’artista francese autore ad Arcugnano della sua Barbie con la barba. «E’ come se lo avesse previsto», dice Antonio Ceccagno, che sta curando con la sua Associazione Jeos tutto il progetto di street art nel paese vicentino. L’atto vandalico, un getto di pittura nera sul volto della sua creatura provocatoria, era ciò che doveva succedere perché l’opera fosse davvero completata. Continua a leggere

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