politica, società

Il regalo del gringo e l’altra faccia dell’America

Stringendo le mani lunghe e sottili di Kris McDivitt vedova Tompkins, la Presidente del Cile Michelle Bachelet ha ricevuto i giorni scorsi il più grande trasferimento mai avvenuto al mondo da un privato ad uno Stato. Stiamo parlando di oltre 410 mila ettari di terreno, comprato acro dopo acro nel corso di 25 anni. Perché vada in porto, la Presidente dovrà accettare una serie di condizioni, tra cui l’obbligo di preservarli come riserva naturale e poi metterla in rete con gli altri parchi nazionali, vale a dire creare uno dei più importanti polmoni verdi del mondo.
L’8 dicembre Doug Tompkins, 72 anni, era in kayak assieme a un gruppo di amici nel lago General Carrera, nella Patagonia dell’Aysén. Era un esperto al remo. Ma qui la natura è maestosa e crudele, si sa. E le correnti d’aria improvvise lo hanno capovolto. Dopo aver resistito in acqua due ore, l’ipotermia è stata fatale. Continua a leggere

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società

Signore & signori, questa è la Treviso 2.0

Said Chaibi è l’impensabile accaduto a Treviso. Meno di tre anni fa questo venticinquenne di origine marocchina è stato eletto in consiglio comunale quando la Lega è uscita sconfitta dalle urne. Per capire lo choc di allora, bisogna ricordarsi che per un ventennio è stato il feudo di Giancarlo Gentilini, l’anima folk-abbestia della Lega, quello che si appuntava la stella da sceriffo per difendere la «razza piave» contro «culattoni», nutrie o  «neri».
Said Chaibi gira dinoccolato per le viuzze pulite e perfette del centro storico, conosce alla perfezione dati e progetti, entra con la stessa disinvoltura in un circolo anziani o in un centro sociale. Nella capitale della nostra Alabama si è davvero rotto qualcosa. Continua a leggere

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culture, società

La terza vita de La Fenice

Oggi il Teatro La Fenice apre le porte a tutti, mettendosi in mostra, sala dopo sala, stucchi, ori, velluti, palco e gallerie. Alle 19 andrà in scena La Traviata di Verdi, nella proposta del regista canadese Robert Carsen, la stessa che inaugurò nel novembre 2004 la prima stagione lirica della Fenice ricostruita. Prima (alle 17), Sovrintendente e Direttore artistico, Fortunato Ortombina, racconteranno, quasi un esorcismo, «vampe e ardori nel dramma in musica, messi in scena in questi vent’anni». Tanti ne sono passati da quella notte del 29 gennaio 1996, quando le fiamme si sono divorate il Teatro.
La Fenice è stata ricostruita “dov’era e com’era”, ma a vent’anni di distanza è irriconoscibile. Oggi è una delle più prestigiose imprese culturali della città e tra le più virtuose nel mondo teatrale italiano. Continua a leggere

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culture, società

Simon Levis Sullam: i carnefici italiani

Sono 15 anni che si celebra il Giorno della Memoria, ogni 27 gennaio, giorno dell’apertura dei cancelli di Auschwitz. Ovunque ci sono iniziative per ricordare la Shoah. A ben vedere, «l’Italia è passata dall’era del «testimone» che ha dato centralità alle vittime, a quella del «salvatore». Ma non ha mai affrontato l’era dei persecutori».
A raccontarlo è Simon Levis Sullam, veneziano, docente di storia contemporanea all’Università Ca’ Foscari e studioso di antisemitismo. Del suo libro I carnefici italiani. Scene dal genocidio degli ebrei, 1943-1945 (Feltrinelli, pagg.141) è di questi giorni la seconda ristampa per l’Universale economica. Continua a leggere

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culture

Una Fondazione per Giancarlo Ligabue

Sono gli anni ’70. Giancarlo Ligabue, veneziano, una prestigiosa impresa di forniture e servizi navali, una laurea in Economia e un dottorato in Paleontologia alla Sorbona di Parigi, partecipa ad una spedizione in Niger. La guida Philippe Taquet, famoso paleontologo francese. Da tre anni cercano tracce di dinosauri sepolti nel cuore sabbioso dell’Africa e ne trovano uno intero: è l’Oranosaurus nigeriensis, oggi in mostra in tutta la sua grandezza al Museo di Storia Naturale di Venezia.
Da allora sono passati quarant’anni e oltre 130 spedizioni in ogni continente. Ad accompagnarle, divulgarne i risultati, creare dibattito nella comunità scientifica è da sempre l’attivissimo «Centro Studi e Ricerche», con i suoi seminari e le sue pubblicazioni. A un anno esatto dalla scomparsa del suo fondatore, quel Centro ora diventa Fondazione Giancarlo Ligabue. Continua a leggere

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culture

La Biennale di Christine Macel

Sarà la francese Christine Macel a progettare e a guidare la Biennale d’arte di Venezia 2017. Quarantasettenne, curatrice capo al Centre Pompidou di Parigi, dove si occupa di “Création contemporaine et prospective”, Macel è stata conservatrice del patrimonio e ispettore della creazione artistica per il Ministero della Cultura. A Venezia ha già familiarità con la Biennale: era in giuria nell’edizione firmata da Bice Curiger del 2011, ha curato il padiglione belga nel 2007 e quello francese nel 2013.
«Non è una scelta casuale – spiega Paolo Baratta, presidente della Biennale – Cerchiamo sempre di tenere un filo, tra una edizione e l’altra. Se Okwui Enwezor ci ha portato nel rombo della Storia, delle fratture e della necessità di pensieri forti, Macel ci guiderà nel ruolo degli artisti come presenza di vitalità dentro quella Storia». Continua a leggere

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culture

Era Postwar

Il portone con i pezzi di vetro colorato incastrati in una trama di ferro è una di quelle immagini simbolo di Venezia, diventata ormai a tutti familiare. Un oggetto singolare che sembra sia da sempre e naturalmente parte della città. In realtà non tutti sanno che a realizzarlo è una artista americana, Claire Falkenstein, su commissione di Peggy Guggenheim.
E’ il 1960. Siamo nel pieno di un dopoguerra parallelo ad una guerra, quella fredda, nel cuore del secolo breve. La «Postwar Era» la definiscono gli anglosassoni, a ricordare una lunga epopea. E così Luca Massimo Barbero ha chiamato la nuova mostra che si aprirà il 23 gennaio fino al 4 aprile, alla Collezione Guggenheim. Ci ha aggiunto: «Una storia recente». Continua a leggere

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