Architettare il quotidiano

«A cosa serve l’architettura?» si chiede Alejandro Aravena, direttore della 15ma edizione della Biennale a Venezia. La risposta? «L’architettura dà forma ai luoghi dove viviamo. Niente di più, ma neanche di meno». E aggiunge: «Nel farlo, risponde ai nostri bisogni, quelli concreti e quelli intangibili, tutti necessari per vivere». Sta in questa filosofia limpida e semplice, la chiave concettuale della kermesse che aprirà i battenti il 28 maggio e proseguirà fino al 27 novembre.
Architettare il quotidiano, dunque. Vale a dire progettare le nostre necessità e nel modo meno prevedibile. Spiega Paolo Baratta, presidente della Biennale: «Abbiamo lamentato più volte lo scollamento tra architettura e società civile: oggi cerchiamo messaggi incoraggianti. E capire come sono nati, che dinamiche hanno innestato, con che conseguenze». Continua a leggere “Architettare il quotidiano”

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La rivoluzione gentile delle serve colombiane

«Molte domestiche si comportano male, a volte rubano le cose o maltrattano i bambini quando i proprietari di casa sono via», dice d’un fiato la signora che si è appena seduta al nostro stesso tavolo, in un bar del Barrio Aranjuez a Medellin. Sorseggiando il suo tinto con leche, il caffè macchiato, non ha potuto non ascoltarci. Ed è stato più forte di lei infilarsi nella conversazione.
Lasciato il discorso a metà, Maria Roa Borja la guarda di sguincio girando appena il capo, fasciato da uno dei suoi foulard colorati. Gli occhi, che per un momento si erano fatti durissimi, cedono in tenerezza. Sorride, senza dir niente. Così l’altra aggiunge: «Guardi che anch’io sono per i diritti delle domestiche».
Maria Roa Borja sa sfoggiare il suo sorriso come un’arma. La sua risata è contagiosa e calda. Gli occhi seducenti. Continua a leggere “La rivoluzione gentile delle serve colombiane”

Da mattatoio a smart city, la lunga marcia di Medellin

La vista sulla città è mozzafiato, quando si sale chiusi nell’abitacolo del Metrocable, le funicolari che collegano i quartieri incastonati nelle montagne di Medellin. Alla stazione c’è sempre un gran via vai. Chi abita nelle comunas scende in città da quell’alveare di case poverissime e oltre il dedalo delle sue stradine. A loro volta, dal centro città sempre più turisti salgono verso il cielo terso di Antioquia, magari per visitare gli edifici a forma di quarzo scuro della Biblioteca España nel Barrio Santo Domingo, un gioiello dell’architettura contemporanea firmato da Giancarlo Mazzanti.
Mai l’avrebbe immaginato Fernando Vallejo quando vent’anni fa scrisse La Vergine dei Sicari. Testardo e bastian contrario com’è, non lo ammetterebbe nemmeno ora. Nel 2013 il Wall Street Journal e lo Urban Land Institute hanno premiato Medellin come la città più innovatrice al mondo. Del 2015 è invece il MobiPrize per la mobilità sostenibile. Continua a leggere “Da mattatoio a smart city, la lunga marcia di Medellin”