società

Belo Monte, la diga della discordia

«Un giorno tutto questo verrà giudicato», non si stanca di ripetere Thais Santi. «Belo Monte è una sfida allo stato di diritto. Ma prima di tutto è una storia che dev’essere raccontata». Thais Santi, 36 anni, è procuratrice al Ministerio Publico Federal di Altamira, Stato del Parà, dentro quell’organismo vivente che è l’Amazzonia brasiliana. E la storia è quella della diga di Belo Monte sul fiume Xingu. Costruita a qualunque prezzo, dice, in una sorta di «stato di eccezione dove cioè tutto è possibile». Continua a leggere

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culture, società

Soluzioni inaspettate, visioni del quotidiano

La crisi ha arso il mondo. E ora è arrivato il tempo di osservare cosa sia germinato attorno alle ferite e alle cicatrici. Lo fa la Biennale di Architettura che da oggi a Venezia (fino al 27 novembre) dà il via alle inaugurazioni e da sabato si apre al pubblico.
Se nel 2014 eravamo così smarriti da ritornare ai “Fondamenti”, dai soffitti alle maniglie, oggi scopriamo le soluzioni inaspettate attorno al disastro del presente.
Per questo già all’ingresso delle Corderie dell’Arsenale e al Padiglione dei Giardini, ci accoglie una domanda semplice: «Che cos’è l’architettura?». Alejandro Aravena, il direttore di questa edizione n.15, una risposta ce l’ha: «E’ il modo per dare alle persone un luogo dove vivere». Aggiunge: «Non è di più, né di meno». E sì che il cileno 49enne, neo-Pritzker Prize, non ama le risposte: «Il problema – ripete – non è dare le risposte sbagliate, ma fare le domande giuste». Continua a leggere

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culture, politica

«La nostra architettura sociale»

Colpo doppio per i veneziani TAMassociati: curatori del Padiglione Italia e invitati al progetto espositivo del direttore Alejandro Aravena. Parliamo di Biennale Architettura, la kermesse che aprirà al pubblico sabato 28 maggio, ma che già domani e venerdì sarà scandita da decine di vernici ed eventi.
Massimo Lepore (56 anni, originario di Gemona), Raul Pantaleo (54, di Trieste) e Simone Sfriso (50, veneziano nato a Londra): sono loro i TAMassociati. Studi allo Iuav di Venezia, hanno avviato qui il loro sodalizio nel 1996, muovendosi da sempre sul terreno dell’architettura partecipata e sostenibile. Solo negli ultimi due anni hanno incassato 5 riconoscimenti, tra cui l’Aga Khan Award nel 2013 e Architetti dell’anno nel 2014.
Nel loro portfolio spiccano i molti progetti realizzati in giro per il mondo e commissionati da Ong, prima fra tutti Emergency. Sono molto attivi anche a Nordest: porta la loro firma, ad esempio, la sede di Banca Etica a due passi dalla stazione di Padova. Una cosa ci tengono in modo quasi ossessivo: la dimensione di team. Continua a leggere

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culture, società

Il padiglione portoghese che fa ripartire i cantieri

Dovevamo aspettare il Portogallo per vedere portata a termine un’opera incompiuta a Venezia. «Una felice coincidenza», la definisce Roberto Cremascoli, co-curatore assieme a Nuno Grande del Padiglione portoghese alla Biennale Architettura. La coincidenza riguarda l’apertura del Padiglione e il riavvio dei lavori da parte dell’Ater a Campo Marte, l’edificio ancora al grezzo progettato proprio da un portoghese, il grande architetto Alvaro Siza.
Un progetto di case popolari che risale alla metà degli anni ’80 e che ha coinvolto altre tre archi-star, Aldo Rossi, Carlo Aymonino e Rafael Moneo. Gli edifici dei due italiani sono stati costruiti nel 1995. Poi sono partiti i lavori per quello di Siza, un edificio a forma di L, di cui si è riusciti a completare un’ala (e a consegnare i primi 32 appartamenti) ma non l’altra: il cantiere si è fermato nel 2010 essendo fallita l’impresa. Cinque anni dopo, con la chiusura delle procedure fallimentari, è arrivata la felice coincidenza. Continua a leggere

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culture, società

Il limbo della Fondazione Bevilacqua La Masa

Senza presidente da quasi tre anni e da otto mesi in attesa di una nomina che non arriva mai, la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia è in un limbo. A Palazzetto Tito e alla Galleria di San Marco fervono i lavori, ma tutti si guardano piuttosto sconsolati. Stanno installando le due mostre che apriranno in vista della Biennale Architettura. A San Marco il 24 maggio, Lost in Venice, disguidi veneziani un lavoro realizzato dagli studenti di Arti Visive dello Iuav. Al Tito due giorni dopo sarà la volta di Formes de l’affiche, selezione di manifesti dal Centro di grafica di Chaumont. Entrambe si preannunciano affascinanti, ma ben lontane da progetti che una Fondazione a pieno regime potrebbe fare. Continua a leggere

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