Una terrazza sul mare di neve

Il sentiero arriva fino alle grandi vetrate dove l’ingresso è sbilenco e sinuoso, inconfondibile firma di Zaha Hadid. L’ultimo dei sei musei della Fondazione Messner, inaugurato un anno fa, si muove dentro e sotto la montagna, dove la vetta non è che una piatta protuberanza a 2275 metri d’altezza. Si sbuca sull’altro versante, le tre finestre panoramiche si prolungano sul vuoto, che poi non è un precipizio ma un parapendio dolce e lungo. Qui nulla è scontato, né è mai come appare.
Plan de Corones, KronPlatz. Tra la val Badia, Valdaora e val Pusteria. Si vedono le Dolomiti di Linz a est, l’Ortles a ovest, dietro la Marmolada e di fronte le Zillertal. D’inverno il Museo si immerge dentro un cappotto di neve o fa capolino nelle giornate di nebbia densa o tra le nuvole basse che si muovono lente. D’estate ha l’aria sperduta di una cima glabra e desolata. Continua a leggere “Una terrazza sul mare di neve”

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Nove, uno Smart Pottery Creative Park

Si dice che in vista della Festa del Ringraziamento da Nove partissero ogni giorno per l’America interi tir carichi di vassoi di ceramica, piatti e suppellettili, decorati classici e con il gusto barocco per animali e riccioli. Con la grande crisi, le signore americane hanno stretto d’improvviso i cordoni delle borse e Nove si è trovata con i magazzini pieni e gli ordinativi in bianco. Poi, quando pensava di aver trovato un nuovo mercato, quello dei ricchi russi, le sanzioni sono state letali. Ed è arrivata una seconda batosta. Appoggiata al Brenta e ai piedi della Pedemontana, Nove sembra un incastro urbano di laboratori e villette, uno a fianco dell’altra. Oggi sono tante le villette rimaste orfane del proprio laboratorio ormai chiuso. Continua a leggere “Nove, uno Smart Pottery Creative Park”

Verso un edificio vivente

Aveva meravigliato tutti nel 2010 il Padiglione del Canada alla Biennale di architettura di Venezia. Lo scultore e architetto Philip Beesley aveva costruito una vera e propria foresta dotata di intelligenza artificiale diffusa. Le fronde di creature vitree e trasparenti erano impregnate di filtri e filamenti interattivi che funzionavano per cicli di stasi e digestione. Sistemi di pompaggio aspiravano l’aria, l’umidità e materiali organici. Qualcosa di empatico tra macchine e umani capitava attraversandolo, perché i corpi innescavano reazioni di respirazione, deglutizione e scambi metabolici. L’architettura prendeva una piega senza precedenti. Continua a leggere “Verso un edificio vivente”

Ecologico, resistente, redditizio. E’ bambù boom

Immaginate La foresta dei pugnali volanti. Fra una manciata d’anni potrebbe essere così. Centinaia di ettari ricoperti di bambù, almeno 20 metri sopra la testa, rigoglioso e dinoccolato. Finora non era che una pianta da decoro o cresceva spontanea a ciuffi lungo i fossati di tante campagne. E’ solo da un paio d’anni che uno dei simboli dell’Oriente estremo viene coltivato in modo sistematico da Nord a Sud della penisola. Complice il perfetto tepore mediterraneo: non c’è luogo migliore in Europa. Continua a leggere “Ecologico, resistente, redditizio. E’ bambù boom”