Le duecento tavolette della scrittura

Le scorribande su Palmira, le distruzioni compiute o minacciate del suo patrimonio storico e d’arte, sono riuscite a lacerare più di ogni altra immagine l’assuefazione alla catastrofe nell’opinione pubblica occidentale. L’archeologia può più della morte? Abituati a pensare che quello sia solo un inferno, ci si dimentica spesso dei vivi e del fatto che là ci siano alcune chiavi della nostra civiltà.
Devono aver pensato questo alla Fondazione Ligabue di Venezia, che dal 20 gennaio (fino al 25 aprile, nella Biblioteca di Palazzo Loredan dell’Istituto Veneto) per la prima volta mostra al pubblico una collezione unica di reperti provenienti proprio da quella terra che si stende da Aleppo a Baghdad. Non reperti qualsiasi: sono 200 tra tavolette e sigilli risalenti a oltre 5 mila anni fa che ci riportano alle origini della scrittura. Anzi, all’uso sistematico, codificato, narrante della scrittura. Continua a leggere “Le duecento tavolette della scrittura”

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Il passato che affiora e non si affronta

Ricorrono quest’anno gli 80 anni dalla prima legge sulla «tutela della razza»: l’obiettivo, in piena euforia fascista per l’Impero, era quello di impedire rapporti «d’indole coniugale» tra uomini italiani e donne africane. Un divieto in nome della purezza razziale. Era il 19 aprile 1937. La legge, il Regio Decreto 880, sarebbe diventato la matrice delle norme antiebraiche varate un anno dopo.
Lo ricorda, in occasione della Giornata della Memoria che si celebra domani, una mostra alla CFZ, la biblioteca dell’Università Ca’ Foscari alle Zattere (ingresso gratuito, visitabile fino al 12 febbraio, dal lunedì al sabato, ore 10 – 19, domenica ore 15 -19). Ascari e Schiavoni, il razzismo coloniale a Venezia, così si intitola, è un progetto coordinato da Alessandro Casellato, ricercatore all’ateneo veneziano, assieme a un gruppo di studenti: un lavoro su documenti d’archivio, mappe, foto, filmati attorno a quel grumo storico così poco conosciuto.  Continua a leggere “Il passato che affiora e non si affronta”

La Marghera G124 di Renzo Piano

Un hub civico e culturale nell’ex-scuola Edison, un giardino del fitorimedio, un lungo parco urbano da nord a sud: a un anno di distanza dalla decisione di Renzo Piano di portare a Marghera il G124, il suo team senatoriale sulle periferie, ora i progetti sono pronti. Il titolo è un programma: «Marghera terreno fertile. Dalle buone pratiche alle politiche».
«Una cosa è alla base di tutto, quasi un architrave», sottolinea Raul Pantaleo, il tutor locale dell’intervento, a sua volta membro dei TAMassociati, i curatori del Padiglione Italia nella Biennale appena chiusa. Quale? «Il regolamento sui beni comuni», messo a punto da Labsus, il laboratorio nazionale sulla sussidiarietà. Il gruppo di Renzo Piano chiede dunque al Sindaco di adottare quel regolamento, che riconosce ai gruppi di vicinato, alle associazioni e ai singoli cittadini la possibilità di prendersi cura della propria città.  Continua a leggere “La Marghera G124 di Renzo Piano”