Factum Arte, Madrid: contemporaneo per l’antico

febbraio 11, 2017

E’ difficile dire che cosa sia la Factum Arte. Una fabbrica? Adam Lowe, guida e proprietario, ci pensa un po’ su: «Potrei definirla una fabbrica inefficiente», dice con umorismo british. Il fatto è che a veder lavorare insieme architetti, artigiani, informatici, conservatori, designer, artisti, comunicatori, fa più venire in mente una bottega rinascimentale. Lowe sorride: «Si avvicina molto di più, anche se qui non c’è l’artista con la sua scuola».
Bisogna portarsi a est di Madrid. Il grande viale di Calle Albarracín nasconde ai suoi fianchi una zona industriale. Factum Arte è ben mimetizzata dentro questa serie di capannoni, uffici e cantieri. Da qui sono uscite opere di Marc Quinn o Irina Nakhova. E sempre da qui ha preso vita una copia perfetta de Le Nozze di Cana del Veronese per il Cenacolo di San Giorgio a Venezia. O, ancora, è stato ricostruito il Caravaggio scomparso a Palermo.
Le produzioni della Factum Arte hanno fatto il giro del mondo. Ma come funzioni la fabbrica inefficiente di Adam Lowe in quei 1200 metri dove lavorano almeno quaranta persone è ben poco conosciuto. «Più che tecnici siamo inventori», quasi sussurra Enrique, esperto di meccanica elettronica.
Cos’è allora la Factum Arte? La formula è semplice, almeno sulla carta: realizzare opere d’arte contemporanea commissionate da artisti-star e investire i proventi in tecnologia e progetti per la conservazione di opere antiche. Questo spiega perché sia un posto che non ama sguardi indiscreti sui lavori in produzione.
Adam Lowe, artista, teorico, imprenditore, è rimasto da solo a capo della Factum dopo averla fondata nel 2001 con due spagnoli, Manuel Franquelo e Fernando Garcia Guereta. In breve tempo la loro creatura si è imposta come un’impresa culturale che non ha paragoni.
La Factum è un laboratorio. L’ingresso, un open space dove si macinano progetti e relazioni pubbliche è collegato al patio da una cucina comune. A fianco, nel primo dei 4 capannoni un paio di saldatori sono alle prese con le sculture metalliche di Rachid Koraichi, il famoso artista algerino. Sembrano osservarli ineffabili due facsimili di Lamassu a grandezza naturale, le sculture assire di leoni con la testa umana.
Poi un ampio magazzino: «Qui si conserva tutto, copie, pezzi non riusciti, prove, materiali», ci racconta Jessica, padre francese e madre italiana. Damián è alle prese con gli specchi di Anish Kapoor, quelli concavi e intessuti di migliaia di piccoli tasselli argentei. Jacinto invece entra in una camera asettica come fosse una sala operatoria «per vaporizzare colore in un ambiente privo di polvere», ci spiega.
Il fotografo Tim Walker ha commissionato delle enormi immagini in cui ha rimesso in scena dettagli dal Giardino delle delizie di Bosch. «Avevamo due sfide: come stampare foto grandi anche 6 metri per 3 e su quale materiale, per mantenere la nitidezza dell’immagine», ci spiega Adam Lowe. La soluzione? Hanno messo a punto una nuova macchina per la stampa e materiali della giusta flessibilità. Problemi simili ce li raccontano nella sala tessuti. Blanca, che ne è la responsabile, parla della sfida di «tradurre digitalmente acquerelli su seta e cotoni, dare profondità alle immagini, definire i dettagli», prima di inviare tutto a una tappezzeria belga.
Silvia invece è impegnata nella riproduzione di un Cristo del secolo XI trovato da un artista a Cluny. Un team di falegnami, grafici e restauratori lavora tra gessi e legno. «L’originale è scansionato e stampato in 3D in poliammide – spiega – Si fa un calco di silicone, lo si copre di resina e si dipinge». Il facsimile è così fedele che inquieta. «Contemporaneo e antichità sono un continuum», dice Lowe col piglio di chi indaga il presente da archeologo. Insiste: «Non sono in antitesi».
Robot e artigiani vivono fianco a fianco. Allo stesso modo, nella sala printing, gelatine high-tech e incisioni sono maneggiate con la medesima disinvoltura da Constanza e da Mike. Per ricreare una cornice vecchia di secoli, Bianca, un’architetta italiana e Voula, ingegnera greca, devono scansionarla con due camere, «creare una nube di punti, editare la superficie, stampare», usare pellicole legnose e foglie d’oro: «abbiamo un livello di ossessione per i dettagli».
L’investimento in tecnologia è riversato in modo sorprendente nell’antico. Per studiarlo e ripararlo. E riprodurlo: qui si lavora sul crinale tra originale, copia, facsimile e autentico. Adam Lowe non ha dubbi: «Come i corpi delle persone, anche le opere cambiano con il passare del tempo o per i continui ritocchi e restauri: nessun grande artista del passato riconoscerebbe la propria opera se potesse vederla oggi». Come dire: di quale originale parliamo? Di più, riprodurre le opere antiche può diventare strategico anche per non perderle per sempre: «pensate a ciò che è successo a Palmira».

Io Donna

————-
La Factum Arte lavora sul passato attraverso la Fondazione omonima, di base a Londra, che oggi ha ben 15 progetti attivi. Al centro c’è la tecnologia. Arthur, il capo-team del 3D, mostra ad esempio come funziona Veronica: 9 videocamere che ruotano e riproducono un oggetto a 360 gradi. Fra poco sarà pronta una versione 2.0. 
Lucida invece ha 3 motori, 2 camere, un braccio che si muove orizzontale registrando un mq alla volta, spiega Belén che ne conosce tutti i segreti. E’ stata Lucida a registrare nella tomba di Tutankhamon le tracce di stanze segrete, mettendo in subbuglio gli archeologi.
Così, per i prossimi mesi è in cantiere un facsimile di una parete della tomba di Seti I. Dal Daghestan è arrivato tutto il materiale per ricostruire le due preziose porte della moschea di Kala-Koreysh. A Milano invece le macchine della Factum hanno lavorato alla Pinacoteca Ambrosiana per un progetto su scala europea sulle opere di Bernardino Luini.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: