politica, società

Nella Caracas che sfida Maduro

Stazione del metro di Plaza Venezuela, pieno centro città. Verso le 8 del mattino i corridoi sono quasi deserti, un pugno di persone aspetta in silenzio. A quell’ora di solito la metro sembra un inferno. Mezz’ora prima, un barrio caotico e popolare come Petare, un tempo roccaforte chavista, sembra evacuato. Un’ora dopo, a Santa Monica, sud-ovest cittadino, nessun negozio è aperto, passano alcune macchine, gironzolano alcuni passanti. Avenida Fuerzas Armadas, centro città, che fin dall’alba rimbomba sotto il peso di busetas, auto e moto, appare spettrale.
Caracas si è svegliata sorpresa, ieri, 20 luglio, giornata di sciopero generale. Passata la coda d’acqua della tormenta tropicale Don, il sole ha fatto capolino riscaldando un’aria che sa ancora di pioggia. Col passare delle ore la città ha ripreso ad animarsi, lentamente, ma è rimasta mezza afona. Continua a leggere

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culture, società

Cartagena de Indias, il mistero del San José

Di fronte alle coste di Cartagena de Indias, non vi è sepolto solo uno dei tesori più ambiti di sempre. Sotto il misterioso mare caribeño, profondo e bizzoso, è riaffiorata infatti una delle vene aperte del Sud America: il Galeone San José.
E’ bastato l’annuncio del ritrovamento, da parte del governo colombiano il 5 dicembre 2015, per ricordare al mondo che il Caribe è una narrazione. E’ un’invenzione immaginifica e dolorosa, fatta di innesti, di sovrapposizioni, di radici e di rizomi, come ben ci ha spiegato il «pensiero del tremore» di Eduard Glissant che da lì veniva.
Del San José si sa davvero poco. E questo ha alimentato una vera e propria leggenda. Né il suo carico effettivo, né perché sia affondato. Non si sa neppure il punto esatto dove è colato a picco, tanto meno ora che è sotto «segreto di stato». Continua a leggere

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politica, società

Cheo Carvajal, la geografia della democrazia

«Per strada bisogna abbassare di due toni la violenza e alzarne quattro di intensità con strategie di lungo respiro, perché l’idea che dobbiamo portare avanti non è solo un cambio di governo ma un rafforzamento della cultura democratica».
Le parole di José “Cheo” Carvajal non sono passate inosservate a Caracas, dove le proteste contro il governo di Nicolas Maduro ormai si susseguono da tre mesi, con un bilancio di 90 morti, migliaia di feriti, centinaia di detenuti.
Giornalista di formazione, Carvajal ha una lunga esperienza in progetti di innovazione e rigenerazione urbana ed è considerato una delle voci più autorevoli e indipendenti del Paese. Continua a leggere

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culture, società

Juan Calzadilla, la calligrafia è una fabbrica di immagini

«La cosa che rende insopportabile il Venezuela agli occhi del mondo è il suo tentativo, compiuto negli ultimi vent’anni, di iniettare auto-stima agli individui. E’ il fatto di aver messo al centro una cultura umanista che prima non esisteva. Voglio dire: qui si è riconosciuta dignità a soggettività fino a quel momento invisibili». Juan Calzadilla parla del suo paese scosso da una crisi violentissima e prova ad alzare lo sguardo dalla cronaca. Un paese che definisce «sotto assedio» e nelle sue parole risuona più l’idea di un assedio antropologico. E aggiunge: «Mi addolora tantissimo». Continua a leggere

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