Il Mediterraneo sensuale e inquieto di Picasso

Ci sono voluti ottant’anni per far rincontrare le bagnanti di Pablo Picasso. Avevano preso vita infatti nel 1937, nello studio parigino di Rue des Grands-Augustins. Al grande pittore spagnolo erano bastati otto giorni, dal 10 al 18 febbraio, per realizzarle tutte e tre. Dalla Spagna arrivavano i miasmi della Storia e non erano che le prove generali di una tragedia colossale. E Picasso, che di lì a poco avrebbe messo su tela il suo più plateale e poetico manifesto contro il fascismo, Guernica, in quel febbraio si aggrappava all’idea voluttuosa e sorniona dei corpi nudi sulla spiaggia. Continua a leggere “Il Mediterraneo sensuale e inquieto di Picasso”

Annunci

Caracas, un atelier da rivendicare

Dalla terrazza della Macolla, l’Avila è così vicina che sembra respirare. La montagna carica di vegetazione e umidità, immobile a segnare il Nord, è l’unica certezza per qualunque caraqueño. La metropoli si estende ai suoi piedi. Ma da qui, dall’alto del pendio dove è accucciato il quartiere de La Pastora, sono lontani i sussulti di marce e lacrimogeni, il traffico assordante, il vociare del centro, le prediche degli evangelici nelle piazze, gli assalti a mano armata. Non che la Pastora ne sia immune. La notte si allunga di ansia e di giorno chiunque ti avverte di non salire camminando da solo. Eppure quando si arriva su, con la brezza spinta dai boschi dell’Avila, questo antico rione coloniale, con le stradine melanconiche e gli edifici dalla bellezza sdrucita, riesce a incantare. Continua a leggere “Caracas, un atelier da rivendicare”