culture, società

El Chigüire, fare satira nel paese bipolare

Slittate da un anno, il 15 ottobre in Venezuela si tengono le elezioni per il rinnovo dei 23 Governatori. C’è grande attesa, perché rimettono in moto il processo elettorale. Avvengono dopo le grandi proteste tra aprile e luglio e l’insediamento della Assemblea Costituente che si è assunta pieni poteri legislativi. L’intero assetto istituzionale del Paese è scassinato. Gli ultimi tentativi di dialogo nella Repubblica Dominicana sono in un vicolo cieco. Il paese è sfiduciato, esausto. E tutto sembra sospeso. Nessuno sa bene cosa stia succedendo nel mondo politico.
In Venezuela non c’è merce più preziosa delle notizie. La crisi economica ha stretto i giornali tra la difficoltà di rifornirsi di carta e il precipitare delle vendite. Lo scontro politico ha visto il governo accelerare il controllo sulle tv e togliere licenze alle radio, mentre la guerra di informazioni è una manna di fake news. Continua a leggere

Annunci
Standard
culture, società

Valerie Brathwaite, quando Caracas la notte si vestiva di rumba

C’è stato un tempo che al Parque Central si affollavano i cinema e i ristorantini, il maestoso teatro Teresa Carreño faceva sold-out e le terrazze dell’Hilton si animavano di cocktail e musica. Caracas si vestiva di rumba, ognuno come poteva, ma non c’è caraqueño che non ricordi gli anni del boom, quando ci si poteva permettere un vestito nuovo e una festa, non occorreva essere ricchi per farlo. Quest’anno la metropoli venezuelana compie 450 anni dalla sua fondazione. E poche volte come ora si è sentita così sola. Continua a leggere

Standard
culture

Il Mediterraneo sensuale e inquieto di Picasso

Ci sono voluti ottant’anni per far rincontrare le bagnanti di Pablo Picasso. Avevano preso vita infatti nel 1937, nello studio parigino di Rue des Grands-Augustins. Al grande pittore spagnolo erano bastati otto giorni, dal 10 al 18 febbraio, per realizzarle tutte e tre. Dalla Spagna arrivavano i miasmi della Storia e non erano che le prove generali di una tragedia colossale. E Picasso, che di lì a poco avrebbe messo su tela il suo più plateale e poetico manifesto contro il fascismo, Guernica, in quel febbraio si aggrappava all’idea voluttuosa e sorniona dei corpi nudi sulla spiaggia. Continua a leggere

Standard
culture, società

Caracas, un atelier da rivendicare

Dalla terrazza della Macolla, l’Avila è così vicina che sembra respirare. La montagna carica di vegetazione e umidità, immobile a segnare il Nord, è l’unica certezza per qualunque caraqueño. La metropoli si estende ai suoi piedi. Ma da qui, dall’alto del pendio dove è accucciato il quartiere de La Pastora, sono lontani i sussulti di marce e lacrimogeni, il traffico assordante, il vociare del centro, le prediche degli evangelici nelle piazze, gli assalti a mano armata. Non che la Pastora ne sia immune. La notte si allunga di ansia e di giorno chiunque ti avverte di non salire camminando da solo. Eppure quando si arriva su, con la brezza spinta dai boschi dell’Avila, questo antico rione coloniale, con le stradine melanconiche e gli edifici dalla bellezza sdrucita, riesce a incantare. Continua a leggere

Standard
culture, società

Cartagena de Indias, il mistero del San José

Di fronte alle coste di Cartagena de Indias, non vi è sepolto solo uno dei tesori più ambiti di sempre. Sotto il misterioso mare caribeño, profondo e bizzoso, è riaffiorata infatti una delle vene aperte del Sud America: il Galeone San José.
E’ bastato l’annuncio del ritrovamento, da parte del governo colombiano il 5 dicembre 2015, per ricordare al mondo che il Caribe è una narrazione. E’ un’invenzione immaginifica e dolorosa, fatta di innesti, di sovrapposizioni, di radici e di rizomi, come ben ci ha spiegato il «pensiero del tremore» di Eduard Glissant che da lì veniva.
Del San José si sa davvero poco. E questo ha alimentato una vera e propria leggenda. Né il suo carico effettivo, né perché sia affondato. Non si sa neppure il punto esatto dove è colato a picco, tanto meno ora che è sotto «segreto di stato». Continua a leggere

Standard
culture, società

Juan Calzadilla, la calligrafia è una fabbrica di immagini

«La cosa che rende insopportabile il Venezuela agli occhi del mondo è il suo tentativo, compiuto negli ultimi vent’anni, di iniettare auto-stima agli individui. E’ il fatto di aver messo al centro una cultura umanista che prima non esisteva. Voglio dire: qui si è riconosciuta dignità a soggettività fino a quel momento invisibili». Juan Calzadilla parla del suo paese scosso da una crisi violentissima e prova ad alzare lo sguardo dalla cronaca. Un paese che definisce «sotto assedio» e nelle sue parole risuona più l’idea di un assedio antropologico. E aggiunge: «Mi addolora tantissimo». Continua a leggere

Standard
culture

Luccichii, diademi, opali di fuoco

L’opale di fuoco sembra pulsare. E’ stato quando l’ha avuto tra le mani che Gianmaria Buccellati nel 1976 ha avuto l’idea di farne una spilla a forma di drago piumato. Deve aver pensato che il destino di una pietra uscita dalle viscere del Messico non poteva che avere radici azteche. E allora la testa e le ali, tempestate di diamanti, si infiammano di rossore per ammaliare chi ci passa di fronte. Da oggi questo monile è il cuore della mostra che la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia ospita nella sua sala più lussuosa, la Libreria Sansoviniana. Continua a leggere

Standard