Archive for the 'politica' Category

Ma Caracas non si arrende

aprile 8, 2017

Gli abitanti di Pinto Salinas volevano un posto dove tenere le assemblee di vicinato, ripararsi dalla calura, riprendere fiato e magari maledire le ore di fila per comprare la carne o le medicine. O anche solo per commentare l’ultimo operativo della polizia in cerca di droga o di armi. Pinto Salinas è un agglomerato di casermoni e strade sconnesse a nord di Caracas. Ora un angolo di questo barrio è diventata Plaza Tres Marías, progettata assieme agli architetti di Oficina Ludica e PKMN: una leggera struttura metallica verde, il pavimento in legno, un edificio colorato. Leggi il seguito di questo post »

Addio guerriglia: la scommessa delle donne

agosto 21, 2016

Il medico di campo è una ragazza con grandi occhi neri, un nastro rosa alla fine di una lunga treccia, un anello con una pietra azzurra e le unghie laccate di blu. Stringe la siringa e inietta l’antibiotico nella natica di un commilitone steso e silenzioso. La leishmaniosi non è così rara, bisogna curare l’infezione. La doctora, come tutti gli altri, indossa la sua divisa verde oliva. E’ una guerrigliera delle Farc, le Forze armate rivoluzionarie di Colombia, che dopo 52 anni stanno per lasciare le armi. Forse continuerà a fare la dottoressa quando si toglierà per sempre la divisa e lascerà la selva del Meta. Chissà come sarà la sua nuova vita da civile. Leggi il seguito di questo post »

Colombia. La paura oltre la guerra

luglio 10, 2016

Francisco Gaviria detto Pacho se lo vanno a prendere in centro a Medellin negli uffici della cooperativa dove lavora. E’ il 10 dicembre 1987, giorno di chiusura per inventario. Bussano alla porta, sono vestiti da poliziotti. Il corpo di questo giovane leader universitario verrà trovato qualche settimana dopo. I segni della tortura, un colpo di pistola alla testa, mani e piedi legati col fil di ferro.
Bernardo Jaramillo Ossa è in piena campagna elettorale, corre alla Presidenza della Repubblica dopo l’assassinio di un altro candidato, Jaime Pardo Leal. E’ all’aeroporto di Bogotà il 22 marzo 1990, sta andando a Santa Marta. Gode di grande simpatia, un sondaggio gli ha appena dato un milione di voti. Ma il ragazzo che gli viene incontro nasconde sotto il giornale una mitraglietta. Per quei quattro colpi mortali, si saprà dopo, riceve 300 mila pesos. Leggi il seguito di questo post »

«La nostra architettura sociale»

maggio 25, 2016

Colpo doppio per i veneziani TAMassociati: curatori del Padiglione Italia e invitati al progetto espositivo del direttore Alejandro Aravena. Parliamo di Biennale Architettura, la kermesse che aprirà al pubblico sabato 28 maggio, ma che già domani e venerdì sarà scandita da decine di vernici ed eventi.
Massimo Lepore (56 anni, originario di Gemona), Raul Pantaleo (54, di Trieste) e Simone Sfriso (50, veneziano nato a Londra): sono loro i TAMassociati. Studi allo Iuav di Venezia, hanno avviato qui il loro sodalizio nel 1996, muovendosi da sempre sul terreno dell’architettura partecipata e sostenibile. Solo negli ultimi due anni hanno incassato 5 riconoscimenti, tra cui l’Aga Khan Award nel 2013 e Architetti dell’anno nel 2014.
Nel loro portfolio spiccano i molti progetti realizzati in giro per il mondo e commissionati da Ong, prima fra tutti Emergency. Sono molto attivi anche a Nordest: porta la loro firma, ad esempio, la sede di Banca Etica a due passi dalla stazione di Padova. Una cosa ci tengono in modo quasi ossessivo: la dimensione di team. Leggi il seguito di questo post »

Perù, Keiko Fujishock

aprile 2, 2016

Non si possono gettare sui figli le colpe dei padri, si sente ripetere in Perù nelle ultime settimane. Neanche se il padre sta scontando 25 anni di carcere per orribili violazioni dei diritti umani e colossali frodi allo Stato. Il padre più famoso del Perù si chiama Alberto Fujimori. Il protagonista di un decennio buio, tra il 1990 e il 2000, dentro una lunga notte della repubblica cominciata in realtà già una decade prima. C’è chi potrebbe raccontare quella notte, ma non può più farlo. Sono i 14 mila peruviani scomparsi nel nulla. Desaparecidos nel terrore di Stato.
La figlia più famosa del Perù si chiama Keiko Fujimori. E’ la favorita alle elezioni del 10 aprile. Quarantenne, a 19 era già primera dama dopo la separazione avvelenata tra i genitori. Lei all’epoca presiedeva la Fondazione por los Niños, mentre il padre faceva sterilizzare forzatamente 314.065 donne, in nome della lotta alla povertà. I crimini di Stato, invece, erano compiuti in nome della lotta contro la guerriglia di Sendero Luminoso. Lo shock liberista contro la crisi economica. Lo scioglimento sprezzante del Congresso in nome del popolo. Leggi il seguito di questo post »

Il regalo del gringo e l’altra faccia dell’America

gennaio 30, 2016

Stringendo le mani lunghe e sottili di Kris McDivitt vedova Tompkins, la Presidente del Cile Michelle Bachelet ha ricevuto i giorni scorsi il più grande trasferimento mai avvenuto al mondo da un privato ad uno Stato. Stiamo parlando di oltre 410 mila ettari di terreno, comprato acro dopo acro nel corso di 25 anni. Perché vada in porto, la Presidente dovrà accettare una serie di condizioni, tra cui l’obbligo di preservarli come riserva naturale e poi metterla in rete con gli altri parchi nazionali, vale a dire creare uno dei più importanti polmoni verdi del mondo.
L’8 dicembre Doug Tompkins, 72 anni, era in kayak assieme a un gruppo di amici nel lago General Carrera, nella Patagonia dell’Aysén. Era un esperto al remo. Ma qui la natura è maestosa e crudele, si sa. E le correnti d’aria improvvise lo hanno capovolto. Dopo aver resistito in acqua due ore, l’ipotermia è stata fatale. Leggi il seguito di questo post »

Venezuela, il socialismo dell’amarezza

novembre 14, 2015

In Sabana Grande, il centro città pedonale rimesso a lucido, Ana allarga le braccia: «E’ la quarta farmacia senza anticoncezionali». Kevin ha un chiosco di arepas: «Un giorno non c’è l’olio. Un altro non arriva la farina». Edison gestisce da sei anni una sandwicheria: «Prima di Chavez nessuno pagava le tasse. Sono orgoglioso di farlo. Allora controllavano i registri, ora ti chiedono solo il pizzo». Celia lavora in un museo: «Non c’è nemmeno una compagnia aerea disposta a farci un biglietto per andarcene». Leggi il seguito di questo post »