Alberta Pane, da Parigi a Venezia

aprile 10, 2017

Ha lasciato Venezia vent’anni fa. Da dieci ha una Galerie che porta il suo nome a due passi dal Centro Pompidou, nel centralissimo quartiere del Marais ed è ormai considerata una delle più interessanti della capitale francese. Ora Alberta Pane ha deciso di tornare e di investire nella sua città natale. Il 12 maggio aprirà infatti la seconda galleria al civico 2203/H di Calle dei Guardiani, di fronte all’Istituto Armeno, zona San Sebastiano. Lo farà con una mostra, intitolata Le Désir in cui presenta 7 dei suoi artisti e sarà visitabile fino al 29 luglio. Lo spazio è una vecchia falegnameria in disuso di 300 metri quadri. Restaurata, si appresta a diventare un nuovo punto di riferimento per l’arte contemporanea. Leggi il seguito di questo post »


Ma Caracas non si arrende

aprile 8, 2017

Gli abitanti di Pinto Salinas volevano un posto dove tenere le assemblee di vicinato, ripararsi dalla calura, riprendere fiato e magari maledire le ore di fila per comprare la carne o le medicine. O anche solo per commentare l’ultimo operativo della polizia in cerca di droga o di armi. Pinto Salinas è un agglomerato di casermoni e strade sconnesse a nord di Caracas. Ora un angolo di questo barrio è diventata Plaza Tres Marías, progettata assieme agli architetti di Oficina Ludica e PKMN: una leggera struttura metallica verde, il pavimento in legno, un edificio colorato. Leggi il seguito di questo post »


Gli abissi irreali di Damien Hirst

aprile 7, 2017

Un colosso come quello di Rodi, sensuale e senza testa occupa l’intero patio di Palazzo Grassi, su fino al tetto di vetro, lungo tutti i tre piani d’altezza. Scultoree scene di battaglie fra fanciulle nude e legate agli scogli negli abissi contro pescecani e squali danno il benvenuto a Punta della Dogana. Guerriere dalle tante braccia affrontano creature spaventose e ricordano l’immaginario pop delle strisce di Lanciostory. Serie di piccoli oggetti e maschere e monili in oro e argento sfilano inanellati in grandi teche, come nel coloniale Museo dell’oro di Bogotà. E poi statue elleniche e piatti di cosmogonia pre-ispanica, incrostati di molluschi e formazioni coralline, scudi ossidati e ostriche giganti. Leggi il seguito di questo post »


Kadima, da Pellestrina a Israele

marzo 25, 2017

Lea Taragan aveva otto anni il 5 novembre 1947, mentre lasciava il piccolo molo a Pellestrina sulla nave Kadima. Destinazione Palestina. Il capitano, un ventunenne di nome Zev Rotem, aveva calcolato un paio di settimane di navigazione. Sarebbero andati lenti, perché non era che un vecchio peschereccio rabberciato, nato come “Rafael Luccia”. La nave era piena oltre misura. Il capitano aveva contato 794 persone. In realtà sarebbero scesi in 795, compreso un neonato. Chi erano? Tutti ebrei, tutti clandestini. L’amministrazione coloniale inglese impediva infatti da tempo l’arrivo di immigrati ebrei in Palestina. 
Quel viaggio, Lea Taragan se lo ricorda ancora. Leggi il seguito di questo post »


Cleto Munari, il designer affabulatore

marzo 19, 2017

Chi è davvero Cleto Munari? Un designer: i suoi oggetti visionari e perfetti sono passati in decine di musei e sono finiti nella collezione permanente del Moma di New York. Un imprenditore: la gran parte di quelle opere lui stesso l’ha commissionata ai migliori architetti al mondo, da Carlo Scarpa a Ettore Sottsass, Alvaro Siza o Óscar Tusquets e poi fatta realizzare dai più raffinati degli artigiani della provincia veneta, argentieri e pellettieri, vetrai e orafi, ceramisti e fabbri. Un connettore, un inventore, un cacciatore di bellezza. Chiamatelo come volete, ma questo 86enne, goriziano di nascita e vicentino di adozione, è comunque uno dei volti più famosi del made in Italy. Leggi il seguito di questo post »


Il Club di Peggy: 25 anni di Intrapresae

marzo 13, 2017

«Se ci fossimo incontrate, ci saremmo piaciute, Peggy ed io», dice con slancio Marilisa Allegrini. La collezionista americana nel suo Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande. E la discendente di una famiglia che produce vini tra i più pregiati fin dal XVI secolo, là, nel cuore della Valpolicella. Quell’incontro non è mai avvenuto. Quello che ora in qualche modo le unisce si chiama Guggenheim Intrapresae. Vale a dire un progetto nato già all’avanguardia 25 anni fa e che continua a non avere paragoni in quel mondo in cui si incrociano arte e imprese. Leggi il seguito di questo post »


La signora del surrealismo che ha incantato Peggy

febbraio 25, 2017

E’ seduta dentro la galleria, in mano tiene un bastone piantato in un vaso da fiori e sulla sommità una tela dipinta a mo’ di bandiera. Sotto il cappello decorato con piume, campanellini e fiocchi d’avena, sfoggia uno sguardo di sfida e un sorriso sornione. Rita Kernn-Larsen è ritratta all’inaugurazione della sua prima personale a Londra alla Guggenheim Jaune, la galleria di Peggy.
E’ il 1938 e l’incontro si rivela fatale. Non solo per la pittrice danese che così trova una ribalta internazionale che le avrebbe «cambiato la vita», come ammetterà. Ma anche per la collezionista americana che con lei scopre quell’amore per il surrealismo che non abbandonerà mai. Leggi il seguito di questo post »