politica, società

Cheo Carvajal, la geografia della democrazia

«Per strada bisogna abbassare di due toni la violenza e alzarne quattro di intensità con strategie di lungo respiro, perché l’idea che dobbiamo portare avanti non è solo un cambio di governo ma un rafforzamento della cultura democratica».
Le parole di José “Cheo” Carvajal non sono passate inosservate a Caracas, dove le proteste contro il governo di Nicolas Maduro ormai si susseguono da tre mesi, con un bilancio di 90 morti, migliaia di feriti, centinaia di detenuti.
Giornalista di formazione, Carvajal ha una lunga esperienza in progetti di innovazione e rigenerazione urbana ed è considerato una delle voci più autorevoli e indipendenti del Paese. Continua a leggere

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culture, società

Juan Calzadilla, la calligrafia è una fabbrica di immagini

«La cosa che rende insopportabile il Venezuela agli occhi del mondo è il suo tentativo, compiuto negli ultimi vent’anni, di iniettare auto-stima agli individui. E’ il fatto di aver messo al centro una cultura umanista che prima non esisteva. Voglio dire: qui si è riconosciuta dignità a soggettività fino a quel momento invisibili». Juan Calzadilla parla del suo paese scosso da una crisi violentissima e prova ad alzare lo sguardo dalla cronaca. Un paese che definisce «sotto assedio» e nelle sue parole risuona più l’idea di un assedio antropologico. E aggiunge: «Mi addolora tantissimo». Continua a leggere

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politica, società

Venezuela, ¿una Constituyente para hacer qué?

La vida pública venezolana está sufriendo una escalada dramática. La convocatoria a elegir una Asamblea Constituyente el 30 de julio en vez de abrir un proceso de diálogo, ha calentado las calles y está haciendo temblar las instituciones. Según los últimos sondeos de DATANALISIS, un 85% de los venezolanos rechaza la propuesta y sólo un 25% dice que votaría el PSUV, el partido oficialista. Entonces, ¿una Constituyente para hacer qué? ¿Y qué piensan los militantes chavistas que a pesar de todo siguen involucrados en lo que llaman “revolución”? Continua a leggere

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politica, società

Tamara Adrián: «Estamos entrando en un territorio desconocido»

«Estamos entrando en un territorio desconocido». Tamara Adrián habla de su país, Venezuela, y mide cada palabra. Abogada experta de derecho comercial y profesora universitaria, me cita en su oficina en Altamira, al noroeste de Caracas. Para llegar al edificio, hay que cruzar Plaza Francia, un lugar que en los últimos dos meses y medio se ha vuelto un foco de batalla callejera. Aunque no sea un día de protesta, un grupo de encapuchados está reunido en la calle parando los autos y pidiendo dinero. Todo se ha vuelto sombrío en Venezuela. Continua a leggere

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politica, società

Le due Caracas, inconciliabili e tristi

Si chiamava Neomar Lander e aveva solo 17 anni. E’ arrivato senza vita alla Clínica El Ávila di Caracas mercoledì pomeriggio. Ha ricevuto un colpo mortale al petto: per l’opposizione sarebbe stato bersaglio di un lacrimogeno sparato ad altezza uomo. Per le autorità governative il giovane stava armeggiando un’arma artigianale che gli sarebbe esplosa.
Con lui le vittime sono salite a 67 in tutto il paese in questi lunghi 70 giorni di proteste contro il governo di Nicolas Maduro. Il Venezuela sta vivendo una crisi senza precedenti. Continua a leggere

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culture

Luccichii, diademi, opali di fuoco

L’opale di fuoco sembra pulsare. E’ stato quando l’ha avuto tra le mani che Gianmaria Buccellati nel 1976 ha avuto l’idea di farne una spilla a forma di drago piumato. Deve aver pensato che il destino di una pietra uscita dalle viscere del Messico non poteva che avere radici azteche. E allora la testa e le ali, tempestate di diamanti, si infiammano di rossore per ammaliare chi ci passa di fronte. Da oggi questo monile è il cuore della mostra che la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia ospita nella sua sala più lussuosa, la Libreria Sansoviniana. Continua a leggere

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culture

L’arte del magnate russo

Si dice che un tempo sia stato lo scenario di un omicidio: un giorno qui un dipendente avrebbe ucciso il suo datore di lavoro. Gesto di lotta di classe o follia, a Palazzo delle Zattere la storia si riverbera nella mostra con cui la V-A-C Foundation lo ha riaperto. Perché i russi guidati dal magnate del gas Leonid Mikhelson hanno portato qui l’effervescenza rivoluzionaria dei sovietici anni ’20 facendoli dialogare con artisti contemporanei. Continua a leggere

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