Posts Tagged ‘alias’

Desde allá. Ritratto emotivo di Caracas

gennaio 16, 2016

Esce il 21 gennaio nelle sale italiane, distribuito da Cinema di Valerio De Paolis, Desde allá, il film del venezuelano Lorenzo Vigas, vincitore dell’ultima Mostra del Cinema a Venezia. Il titolo scelto, «Ti guardo», rende poco quello originale che allude invece non solo agli sguardi che tessono la storia, ma anche ad una geografia sociale e sentimentale dove i punti di vista e di partenza sono sempre lontanissimi. È il primo Leone d’oro vinto da un film latinoamericano a Venezia ed è un’opera prima. Classe 1967 e figlio di Oswaldo, un famoso artista venezuelano, Lorenzo Vigas ha una traiettoria curiosa: biologo molecolare, ha studiato cinema a New York e ha alle spalle solo un cortometraggio pur di successo, Los elefantes no olvidan. Leggi il seguito di questo post »

I corpi insubordinati dell’Americalatina

maggio 2, 2015

Le vene dell’America Latina si aprono facilmente. O restano cicatrici ben evidenti. E così, alcune tra le migliori proposte sudamericane in arrivo alla Biennale d’arte di Venezia inciampano su quella stessa pietra, come dicono da queste parti. Si deve fare i conti col potere. Per questo si sente ripetere parole come «dissidenza», «processi critici», «insubordinazione».
D’altra parte lo stesso Okwui Enwezor fa esplicito riferimento alla reazione della Biennale 1974 dopo il colpo di stato in Cile. Il che dà onore e responsabilità prima di tutto a quel paese nello sbarcare in laguna. La curatrice del padiglione cileno, una teorica e critica d’arte radicale come Nelly Richard, dice di sentirsi «particolarmente emozionata». Leggi il seguito di questo post »

Sergio Alvarez, una Colombia di 35 morti

marzo 21, 2015

Sergio Alvarez ha la voce che sembra una cantilena triste. E gli occhi e il sorriso non sono da meno, di quelli che è facile trovare in America Latina. Classe 1965, dice di essere «figlio di un fabbricante di chimere e di una maestra di scuola». La sua Colombia è una giostra così violenta e tenera che ti verrebbe da non lasciarla mai e da allontanarti per sempre. Lui stesso vive tra Bogotà e Barcellona. Leggi il seguito di questo post »

L’amara battaglia di The Clinic

gennaio 21, 2015

In Cile è una rivista culto. E ha un impatto senza paragoni in America Latina. Il nome The Clinic lo ha preso dalla scritta che compariva all’ingresso della clinica dove Augusto Pinochet era ricoverato nel 1998 e dove fu raggiunto da un mandato di arresto emesso dallo spagnolo Baltasar Garzón.
Da foglio satirico è diventato un settimanale che vende 20 mila copie e ha 140 mila lettori nella sola capitale Santiago, oltre a 3 milioni di visitatori unici al mese nel sito web e 784 mila twitter followers. Un vero caso editoriale. Unisce satira e inchieste, è famoso per i suoi titoli irriverenti e le sue copertine collage. Leggi il seguito di questo post »

Colombia. Los once: un fumetto in memoria dell’orrore

giugno 8, 2013

Mentre è in corso, tra il governo e la guerriglia delle Farc, il più serio tra i negoziati di pace finora tentati, in Colombia un fumetto riapre una delle pagine più dolorose della sua storia. O, meglio, un fumetto e due colpi di scena giudiziari.
Los once
, gli undici: così si chiama il cómic, tanti (forse) sono i desaparecidos (quasi) ufficiali di un tragico giorno di novembre del 1985. Tutti lo conoscono come el Holocausto. L’allora formazione guerrigliera M-19 assalta il Palazzo di Giustizia. Un’azione spettacolare nel cuore di Bogotà, di fronte al Congresso e ad un isolato dalla residenza presidenziale. Solo che nel giro di 28 ore, l’esercito lo riconquista in un bagno di sangue. Due giorni di terrore, ma anche di silenzi e di sparizioni. Leggi il seguito di questo post »

Luisa Valenzuela. Alla scoperta di una maschera sarda

aprile 27, 2013

Setaccia, impasta e fa fluire storie, Luisa Valenzuela, nel modo rigoroso con cui scriveva le sue cronache per la rivista Crisis, negli anni del terrore di Stato. Argentina, classe 1938, ha più di 20 libri al suo attivo. Fuggita nel 1979, si è stabilita negli Usa, prima con una residenza e poi ad insegnare letteratura alla Columbia University. E’ tornata a Buenos Aires dieci anni dopo, «quando credevo che tutto sarebbe stato migliore – dice – e invece ho dovuto convivere con Menem e vedere il Paese precipitare nell’abisso del 2001».
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Claudio Tolcachir. Buenos Aires, una trilogia.

settembre 29, 2012

VENEZIA – Considerato una delle stelle del nuovo teatro argentino, Claudio Tolcachir è tra i cinque maestri scelti dal direttore della Biennale Teatro di Venezia, lo spagnolo Alex Rigola, a tenere una settimana di workshop con i giovani attori usciti dalle residenze di due anni fa. Tolcachir ha condiviso l’esperienza con Luca Ronconi, Declan Donnellan, Peeping Tom, Neil Labute. La Biennale sta cambiando pelle e ora ha sempre più i contorni di un cantiere di ricerca e di pratiche teatrali. E proprio di questo parliamo con Tolcachir. Il suo workshop si intitolava Personajes emergentes: construcción en movimiento.
Che idea hai sviluppato nel laboratorio della Biennale?
«Ho pensato a qualcosa che potesse essere utile ai giovani attori coinvolti. Ho lavorato sulla differenza tra obbedienza e scelta. Leggi il seguito di questo post »