Giuseppe Valsé Pantellini, la Rovigo egiziana

L’anno prossimo si celebreranno i 150 anni dall’apertura del Canale di Suez. All’epoca il Khedivè Ismail Pascià, ovvero il viceré d’Egitto, lo inaugura con festeggiamenti sontuosi. Cerca di convincere un ritroso Giuseppe Verdi a scrivergli un’opera e l’Aida andrà alla fine in scena al Teatro de Il Cairo nel 1871. Anche per il banchetto si rivolge a un italiano: Giuseppe Valsé Pantellini. E’ il proprietario di due hotel di lusso, l’Europa ad Alessandria e il Grand Hotel de Il Cairo. Si aspettano centinaia di ospiti, teste coronate, ambasciatori, uomini d’affari. Continua a leggere

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Americhe. Il mondo che non c’era

Quando Francesco Cornaro, ambasciatore della Serenissima, vide i doni arrivati dal Messico per il re di Spagna, restò sbalordito dalla loro bellezza. Ammirò un idolo con uno scettro in mano scolpito in lamina d’oro e finemente cesellato con segni e figure. E poi pietre, utensili, monili di argento, ornamenti intessuti con maestria di lana, tela, piume. Scrisse al Doge: «In vero dimostra che in quelle parti esser persone d’ingegno».
Era il 1520. Trent’anni dopo, nella disputa di Valladolid, ci si sarebbe ancora accapigliati sulla natura dei nativi americani. «Ma quello stupore di fronte a tale «ingegno» era la prova inequivocabile dell’umanità degli altri», spiega Davide Dominici, uno dei massimi esperti delle culture amerindie. Continua a leggere

Una Fondazione per Giancarlo Ligabue

Sono gli anni ’70. Giancarlo Ligabue, veneziano, una prestigiosa impresa di forniture e servizi navali, una laurea in Economia e un dottorato in Paleontologia alla Sorbona di Parigi, partecipa ad una spedizione in Niger. La guida Philippe Taquet, famoso paleontologo francese. Da tre anni cercano tracce di dinosauri sepolti nel cuore sabbioso dell’Africa e ne trovano uno intero: è l’Oranosaurus nigeriensis, oggi in mostra in tutta la sua grandezza al Museo di Storia Naturale di Venezia.
Da allora sono passati quarant’anni e oltre 130 spedizioni in ogni continente. Ad accompagnarle, divulgarne i risultati, creare dibattito nella comunità scientifica è da sempre l’attivissimo «Centro Studi e Ricerche», con i suoi seminari e le sue pubblicazioni. A un anno esatto dalla scomparsa del suo fondatore, quel Centro ora diventa Fondazione Giancarlo Ligabue. Continua a leggere

Bardati con stoffe e corna, sepolti con gli uomini d’oro

Arrivavano in processione fino alla tomba, i quadrupedi, bardati con stoffe color porpora e con grandi corna in testa, ricoperti di paramenti di legno intagliato e foderato di lamine d’oro. Un corteo abbacinante, con l’oro che scintillava al sole, capace di stupire la folla durante il passaggio. Finivano sepolti assieme ad oggetti e persino interi banchetti di carne, ritrovati intatti nel caso di tumuli ricoperti dal ghiaccio, che li ha preservati per secoli. Stiamo parlando di reperti datati tra il V e il III secolo a.c. Continua a leggere

A Torcello la prima “villa” veneta

Un edificio tutto in legno si alzava su due piani, ognuno con due stanze: a terra un magazzino per attività commerciali o artigianali e al primo piano le abitazioni. Sotto il pavimento, uno strato di argilla fungeva da isolante, il fuoco restava sempre acceso per la cucina e per abbassare la tremenda umidità. All’ingresso un cortile, di fronte alla vera da pozzo. Oggi non ci restano che le tracce. Ma la possiamo immaginare così, quella casa costruita su un fazzoletto di terra poco dietro il campanile della chiesa di Torcello, nel cuore della laguna nord di Venezia. Continua a leggere