culture, società

Basaglia, l’archivio riflette su se stesso

Taccuini di appunti, foto, registrazioni audio, bozze per interventi o scritti, lettere, agende, filmati, verbali processuali: Franco Basaglia e Franca Ongaro hanno lasciato una montagna di documenti. Questo archivio è stato tutto inventariato e viene presentato al pubblico oggi, nel corso di un convegno, «Le carte e la memoria», che si tiene nell’isola di San Servolo, il vecchio manicomio veneziano ora centro congressi. E’ qui che la Fondazione intitolata ai Basaglia ha sede e ci custodisce l’archivio, che sarà disponibile su appuntamento per ricercatori e studiosi. Continua a leggere

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Pietra, piombo fuso e perni spariti.

VENEZIA – Un video come simbolica consegna di fine-lavori. I maestri tajapiera, gli artigiani della pietra, hanno restituito così al Comune, dopo sei mesi di lavori, la balaustra del Ponte di Rialto che dà sul Palazzo dei Camerlenghi. Giovanni Giusto, il capo-restauratore fatica a trattenere le lacrime. Ma tra questi esperti artigiani ci sono anche visi tirati quando si parla di Ca’ Farsetti. L’assenza di Sindaco ed Assessore ai lavori pubblici, tenuti lontani da «impegni improrogabili», è vissuta quasi come uno sgarbo.
Eppure, come ci spiega il dirigente municipale Renato Benvenuti, «il Comune auspica che i tajapiera abbiano un ruolo importante nel prossimo restauro complessivo del ponte. Stiamo verificando la possibilità legale di inserire clausole specifiche nel bando lavori, in arrivo a luglio». Continua a leggere

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L’archivio vivo della Duse

VENEZIA – «Mi sono composta una piccola casa all’ultimo piano di un vecchio palazzo a Venezia, sotto i tetti, con una grande finestra ogivale, da dove si domina tutta la città. L’autunno è tranquillo, l’aria pura ed ho tanta pace nell’anima». E’ il 1894 ed Eleonora Duse scrive all’amico Giuseppe Primoli. Ha 36 anni, è un’attrice già affermata in tutto il mondo. E’ stato il collezionista d’arte Alexander Wollkoff, a lasciarle la casa di cui racconta, proprio a fianco di Ca’ Dario, sul Canal Grande. Qui, aggiunge l’attrice, «voglio un grande riposo».
Questa è una delle centinaia di lettere e missive custodite alla Fondazione Cini, che detiene il più importante archivio dedicato ad Eleonora Duse. Un archivio da non relegare ai soli specialisti ma, per dirla con Maria Ida Biggi, «da far diventare un luogo vivo e un lavoro in progress». Continua a leggere

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