Posts Tagged ‘arti visive’

Caracas, un atelier da rivendicare

agosto 7, 2017

Dalla terrazza della Macolla, l’Avila è così vicina che sembra respirare. La montagna carica di vegetazione e umidità, immobile a segnare il Nord, è l’unica certezza per qualunque caraqueño. La metropoli si estende ai suoi piedi. Ma da qui, dall’alto del pendio dove è accucciato il quartiere de La Pastora, sono lontani i sussulti di marce e lacrimogeni, il traffico assordante, il vociare del centro, le prediche degli evangelici nelle piazze, gli assalti a mano armata. Non che la Pastora ne sia immune. La notte si allunga di ansia e di giorno chiunque ti avverte di non salire camminando da solo. Eppure quando si arriva su, con la brezza spinta dai boschi dell’Avila, questo antico rione coloniale, con le stradine melanconiche e gli edifici dalla bellezza sdrucita, riesce a incantare. Leggi il seguito di questo post »

Juan Calzadilla, la calligrafia è una fabbrica di immagini

luglio 6, 2017

«La cosa che rende insopportabile il Venezuela agli occhi del mondo è il suo tentativo, compiuto negli ultimi vent’anni, di iniettare auto-stima agli individui. E’ il fatto di aver messo al centro una cultura umanista che prima non esisteva. Voglio dire: qui si è riconosciuta dignità a soggettività fino a quel momento invisibili». Juan Calzadilla parla del suo paese scosso da una crisi violentissima e prova ad alzare lo sguardo dalla cronaca. Un paese che definisce «sotto assedio» e nelle sue parole risuona più l’idea di un assedio antropologico. E aggiunge: «Mi addolora tantissimo». Leggi il seguito di questo post »

L’arte del magnate russo

maggio 11, 2017

Si dice che un tempo sia stato lo scenario di un omicidio: un giorno qui un dipendente avrebbe ucciso il suo datore di lavoro. Gesto di lotta di classe o follia, a Palazzo delle Zattere la storia si riverbera nella mostra con cui la V-A-C Foundation lo ha riaperto. Perché i russi guidati dal magnate del gas Leonid Mikhelson hanno portato qui l’effervescenza rivoluzionaria dei sovietici anni ’20 facendoli dialogare con artisti contemporanei. Leggi il seguito di questo post »

Padiglione Italia? Un mondo magico

maggio 10, 2017

Il Padiglione Italia? Un Mondo magico. Che non è solo il titolo del progetto curatoriale di Cecilia Alemani, scelta un anno fa dal Ministero della cultura in una rosa di dieci proposte. E’ che non pare vero che il padiglione del nostro paese sia finalmente all’altezza di una sfida com’è quella della Biennale di Venezia, tanto ci eravamo abituati a delle edizioni infelici.
Tre soli artisti, perché «questa non dev’essere una retrospettiva sull’arte italiana, ma una scelta espositiva fatta con una logica, un filo, un progetto – sottolinea Alemani – Ed è un’occasione unica per gli artisti coinvolti». Tutti e tre, per di più, di altissimo livello. Leggi il seguito di questo post »

La luce filante di Mark Tobey

maggio 7, 2017

Inquieto, mistico, cittadino del mondo. E’ un appassionato di spiritualità Bahà’ì eppure niente lo ispira più dei «muri e i tavolati e le muffe e i marciapiedi su cui sono state lasciate le cose»: Mark Tobey incarna il Novecento americano, crocevia di modernità, ma rifuggendo sempre da qualunque etichetta e con la tensione a esplorare terreni inconsueti. A lui va ora l’omaggio della Peggy Guggenheim Collection di Venezia (visitabile fino al 10 settembre), con una mostra raffinata e colta, curata da Debra Bricker Balken che ci ha dedicato gli ultimi dieci anni di ricerche. Leggi il seguito di questo post »

David LaChapelle, estasi, peccati e resurrezione

aprile 12, 2017

Un bellissimo ragazzo color indaco, le cicatrici sul petto come graffi, una corona di fiori e un’aureola di luce, gli occhi chiusi come un Cristo pacificato: David LaChapelle non si smentisce. E arriva a Venezia per fare il punto sulla sua carriera trentennale, nata dal fiuto di Andy Warhol, cresciuta a dismisura sulle riviste di moda e di pubblicità, osannata dai musei di tutto il mondo. Lost + Found, perso e ritrovato, il fotografo-artista americano, classe 1963, si mostra attorno a 100 immagini a grande dimensione nei tre piani della Casa dei Tre Oci alla Giudecca (visitabile fino al 10 settembre) sotto le cure di Reiner Opoku e Denis Curti e la produzione di Fondazione Venezia e Civita Tre Venezie. Leggi il seguito di questo post »

Alberta Pane, da Parigi a Venezia

aprile 10, 2017

Ha lasciato Venezia vent’anni fa. Da dieci ha una Galerie che porta il suo nome a due passi dal Centro Pompidou, nel centralissimo quartiere del Marais ed è ormai considerata una delle più interessanti della capitale francese. Ora Alberta Pane ha deciso di tornare e di investire nella sua città natale. Il 12 maggio aprirà infatti la seconda galleria al civico 2203/H di Calle dei Guardiani, di fronte all’Istituto Armeno, zona San Sebastiano. Lo farà con una mostra, intitolata Le Désir in cui presenta 7 dei suoi artisti e sarà visitabile fino al 29 luglio. Lo spazio è una vecchia falegnameria in disuso di 300 metri quadri. Restaurata, si appresta a diventare un nuovo punto di riferimento per l’arte contemporanea. Leggi il seguito di questo post »