Posts Tagged ‘biennale’

Soluzioni inaspettate, visioni del quotidiano

maggio 26, 2016

La crisi ha arso il mondo. E ora è arrivato il tempo di osservare cosa sia germinato attorno alle ferite e alle cicatrici. Lo fa la Biennale di Architettura che da oggi a Venezia (fino al 27 novembre) dà il via alle inaugurazioni e da sabato si apre al pubblico.
Se nel 2014 eravamo così smarriti da ritornare ai “Fondamenti”, dai soffitti alle maniglie, oggi scopriamo le soluzioni inaspettate attorno al disastro del presente.
Per questo già all’ingresso delle Corderie dell’Arsenale e al Padiglione dei Giardini, ci accoglie una domanda semplice: «Che cos’è l’architettura?». Alejandro Aravena, il direttore di questa edizione n.15, una risposta ce l’ha: «E’ il modo per dare alle persone un luogo dove vivere». Aggiunge: «Non è di più, né di meno». E sì che il cileno 49enne, neo-Pritzker Prize, non ama le risposte: «Il problema – ripete – non è dare le risposte sbagliate, ma fare le domande giuste». Leggi il seguito di questo post »

«La nostra architettura sociale»

maggio 25, 2016

Colpo doppio per i veneziani TAMassociati: curatori del Padiglione Italia e invitati al progetto espositivo del direttore Alejandro Aravena. Parliamo di Biennale Architettura, la kermesse che aprirà al pubblico sabato 28 maggio, ma che già domani e venerdì sarà scandita da decine di vernici ed eventi.
Massimo Lepore (56 anni, originario di Gemona), Raul Pantaleo (54, di Trieste) e Simone Sfriso (50, veneziano nato a Londra): sono loro i TAMassociati. Studi allo Iuav di Venezia, hanno avviato qui il loro sodalizio nel 1996, muovendosi da sempre sul terreno dell’architettura partecipata e sostenibile. Solo negli ultimi due anni hanno incassato 5 riconoscimenti, tra cui l’Aga Khan Award nel 2013 e Architetti dell’anno nel 2014.
Nel loro portfolio spiccano i molti progetti realizzati in giro per il mondo e commissionati da Ong, prima fra tutti Emergency. Sono molto attivi anche a Nordest: porta la loro firma, ad esempio, la sede di Banca Etica a due passi dalla stazione di Padova. Una cosa ci tengono in modo quasi ossessivo: la dimensione di team. Leggi il seguito di questo post »

Il padiglione portoghese che fa ripartire i cantieri

maggio 22, 2016

Dovevamo aspettare il Portogallo per vedere portata a termine un’opera incompiuta a Venezia. «Una felice coincidenza», la definisce Roberto Cremascoli, co-curatore assieme a Nuno Grande del Padiglione portoghese alla Biennale Architettura. La coincidenza riguarda l’apertura del Padiglione e il riavvio dei lavori da parte dell’Ater a Campo Marte, l’edificio ancora al grezzo progettato proprio da un portoghese, il grande architetto Alvaro Siza.
Un progetto di case popolari che risale alla metà degli anni ’80 e che ha coinvolto altre tre archi-star, Aldo Rossi, Carlo Aymonino e Rafael Moneo. Gli edifici dei due italiani sono stati costruiti nel 1995. Poi sono partiti i lavori per quello di Siza, un edificio a forma di L, di cui si è riusciti a completare un’ala (e a consegnare i primi 32 appartamenti) ma non l’altra: il cantiere si è fermato nel 2010 essendo fallita l’impresa. Cinque anni dopo, con la chiusura delle procedure fallimentari, è arrivata la felice coincidenza. Leggi il seguito di questo post »

Architettare il quotidiano

febbraio 23, 2016

«A cosa serve l’architettura?» si chiede Alejandro Aravena, direttore della 15ma edizione della Biennale a Venezia. La risposta? «L’architettura dà forma ai luoghi dove viviamo. Niente di più, ma neanche di meno». E aggiunge: «Nel farlo, risponde ai nostri bisogni, quelli concreti e quelli intangibili, tutti necessari per vivere». Sta in questa filosofia limpida e semplice, la chiave concettuale della kermesse che aprirà i battenti il 28 maggio e proseguirà fino al 27 novembre.
Architettare il quotidiano, dunque. Vale a dire progettare le nostre necessità e nel modo meno prevedibile. Spiega Paolo Baratta, presidente della Biennale: «Abbiamo lamentato più volte lo scollamento tra architettura e società civile: oggi cerchiamo messaggi incoraggianti. E capire come sono nati, che dinamiche hanno innestato, con che conseguenze». Leggi il seguito di questo post »

La Biennale di Christine Macel

gennaio 24, 2016

Sarà la francese Christine Macel a progettare e a guidare la Biennale d’arte di Venezia 2017. Quarantasettenne, curatrice capo al Centre Pompidou di Parigi, dove si occupa di “Création contemporaine et prospective”, Macel è stata conservatrice del patrimonio e ispettore della creazione artistica per il Ministero della Cultura. A Venezia ha già familiarità con la Biennale: era in giuria nell’edizione firmata da Bice Curiger del 2011, ha curato il padiglione belga nel 2007 e quello francese nel 2013.
«Non è una scelta casuale – spiega Paolo Baratta, presidente della Biennale – Cerchiamo sempre di tenere un filo, tra una edizione e l’altra. Se Okwui Enwezor ci ha portato nel rombo della Storia, delle fratture e della necessità di pensieri forti, Macel ci guiderà nel ruolo degli artisti come presenza di vitalità dentro quella Storia». Leggi il seguito di questo post »

La moschea di Büchel, l’arte della burocrazia

maggio 24, 2015

«Dove sono gli intellettuali che si commuovono per i profughi e dicono sempre le cose corrette?», si chiede lo scrittore Francesco Maino. Si riferisce alla Moschea di Christoph Büchel, il padiglione islandese per la Biennale in corso, chiuso venerdì da Ca’ Farsetti. Maino, l’autore del best-seller Cartongesso, è di San Donà ma con radici veneziane. E’ stata la sua una delle rarissime voci del mondo della cultura che in questi giorni si sia esposta (con un seguitissimo post in Facebook), nel pieno delle polemiche. Leggi il seguito di questo post »

Il Leone dell’Armenia

maggio 10, 2015

Nell’isola di San Lazzaro l’emozione è palpabile. Se nella Sala delle Colonne di San Giustinian, sede della Biennale, un applauso lungo e caloroso ha accolto il Leone d’oro assegnato al Padiglione Armeno, qui al monastero corre una sorta di euforia tra gli artisti, oltre che una gran folla di visitatori ingrossata dall’annuncio. Persino padre Elia, alla guida dell’isola-monastero e dei suoi 15 abitanti religiosi, cede a un sorriso e incrina il suo aplomb spiccio e imperturbabile: «soddisfatto e orgoglioso», finisce per dire anche lui. Leggi il seguito di questo post »