Cile, la nuova onda femminista

[con Gabriella Saba] Né il fatto di essere una superstar del giornalismo nazionale né la sua nota dissidenza a Pinochet hanno salvato dalle dimissioni Juan Pablo Cárdenas: docente presso la prestigiosa Universidad de Chile e Premio Nacional de Periodismo ma anche, stando alle molte denunce, un molestatore sessuale nonostante la non più verde età, oltre che prepotente e sessista. Continua a leggere

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Il regalo del gringo e l’altra faccia dell’America

Stringendo le mani lunghe e sottili di Kris McDivitt vedova Tompkins, la Presidente del Cile Michelle Bachelet ha ricevuto i giorni scorsi il più grande trasferimento mai avvenuto al mondo da un privato ad uno Stato. Stiamo parlando di oltre 410 mila ettari di terreno, comprato acro dopo acro nel corso di 25 anni. Perché vada in porto, la Presidente dovrà accettare una serie di condizioni, tra cui l’obbligo di preservarli come riserva naturale e poi metterla in rete con gli altri parchi nazionali, vale a dire creare uno dei più importanti polmoni verdi del mondo.
L’8 dicembre Doug Tompkins, 72 anni, era in kayak assieme a un gruppo di amici nel lago General Carrera, nella Patagonia dell’Aysén. Era un esperto al remo. Ma qui la natura è maestosa e crudele, si sa. E le correnti d’aria improvvise lo hanno capovolto. Dopo aver resistito in acqua due ore, l’ipotermia è stata fatale. Continua a leggere

I corpi insubordinati dell’Americalatina

Le vene dell’America Latina si aprono facilmente. O restano cicatrici ben evidenti. E così, alcune tra le migliori proposte sudamericane in arrivo alla Biennale d’arte di Venezia inciampano su quella stessa pietra, come dicono da queste parti. Si deve fare i conti col potere. Per questo si sente ripetere parole come «dissidenza», «processi critici», «insubordinazione».
D’altra parte lo stesso Okwui Enwezor fa esplicito riferimento alla reazione della Biennale 1974 dopo il colpo di stato in Cile. Il che dà onore e responsabilità prima di tutto a quel paese nello sbarcare in laguna. La curatrice del padiglione cileno, una teorica e critica d’arte radicale come Nelly Richard, dice di sentirsi «particolarmente emozionata». Continua a leggere

L’amara battaglia di The Clinic

In Cile è una rivista culto. E ha un impatto senza paragoni in America Latina. Il nome The Clinic lo ha preso dalla scritta che compariva all’ingresso della clinica dove Augusto Pinochet era ricoverato nel 1998 e dove fu raggiunto da un mandato di arresto emesso dallo spagnolo Baltasar Garzón.
Da foglio satirico è diventato un settimanale che vende 20 mila copie e ha 140 mila lettori nella sola capitale Santiago, oltre a 3 milioni di visitatori unici al mese nel sito web e 784 mila twitter followers. Un vero caso editoriale. Unisce satira e inchieste, è famoso per i suoi titoli irriverenti e le sue copertine collage. Continua a leggere

La firma cancellata di Allende

La sala da pranzo della signora Silvia Gutiérrez ha le pareti di un rosa intenso. In un angolo, un tavolo rotondo con sopra una tovaglia di uncinetto e un portafrutta azzurro. Alcuni mobili e tre poltrone color arancio. La signora Gutiérrez vive nel complesso residenziale di Meseta El Gallo, a Viña del Mar. Mai avrebbe pensato che la sua sala da pranzo diventasse famosa. Insignita persino del Leone d’argento alla 14a Biennale di Architettura che si è appena aperta a Venezia. Continua a leggere

Máscaras chilhueñas per un carnevale alla fine del mondo

Si dice che il Trauco si aggiri tra i boschi di Chiloé e con il respiro e lo sguardo incanti le ragazze vergini, se le porti nella boscaglia e le possieda. Molte, in questo angolo di Sud del Cile, sono rimaste incinte così. Chiedete e ancora ve lo confermeranno convinte. Si dice pure che la Fiura, la moglie del Trauco, sia sua figlia. Lei è carica di malvagità, ce l’ha con quel marito che la tradisce perennemente e con le sue vittime. Entrambi sono piccoli e deformi. E molto potenti. Se invece sentite un pianto sconsolato, non vi preoccupate, è la Llorona. Era disperata quando decise di uccidere i suoi figli, per convincere il marito a starle vicina. Ma lui, dopo quel gesto, non volle più vederla. Continua a leggere

Chi è Iris Rojas? L’amante dei fascisti

Iris Rojas è la moglie di un capitano dell’esercito cileno, inviato a Panama ad addestrarsi. Lei vive al nord, in un luogo arido ed abbandonato e si sta preparando per la visita ufficiale del signor Espina, l’uomo che ha liberato il Paese dal marxismo.  Iris Rojas è la sua amante. E lui forse è il padre del figlio omosessuale.
Il monologo di Iris Rojas è perturbante, crudele, spietato, penoso, sarcastico. E’ L’amante fascista,  l’opera teatrale che ha conquistato il Cile con un successo di massa. Dall’esordio a fine 2010, nella Mostra Nazionale di Drammaturgia, la gente continua ad affollare le sale, resta in religioso silenzio, rapita, ed esce triste e galvanizzata.
Tutti si ricordano di Espina, il personaggio di uno sketch televisivo, Oficinita, che andava in onda durante la dittatura. Espina era un tipo servile, che manteneva l’ordine, cinico  e  prepotente,  così che per i cileni non era difficile associarlo al Generale. Continua a leggere