Posts Tagged ‘corriereveneto’

David LaChapelle, estasi, peccati e resurrezione

aprile 12, 2017

Un bellissimo ragazzo color indaco, le cicatrici sul petto come graffi, una corona di fiori e un’aureola di luce, gli occhi chiusi come un Cristo pacificato: David LaChapelle non si smentisce. E arriva a Venezia per fare il punto sulla sua carriera trentennale, nata dal fiuto di Andy Warhol, cresciuta a dismisura sulle riviste di moda e di pubblicità, osannata dai musei di tutto il mondo. Lost + Found, perso e ritrovato, il fotografo-artista americano, classe 1963, si mostra attorno a 100 immagini a grande dimensione nei tre piani della Casa dei Tre Oci alla Giudecca (visitabile fino al 10 settembre) sotto le cure di Reiner Opoku e Denis Curti e la produzione di Fondazione Venezia e Civita Tre Venezie. Leggi il seguito di questo post »

Gli abissi irreali di Damien Hirst

aprile 7, 2017

Un colosso come quello di Rodi, sensuale e senza testa occupa l’intero patio di Palazzo Grassi, su fino al tetto di vetro, lungo tutti i tre piani d’altezza. Scultoree scene di battaglie fra fanciulle nude e legate agli scogli negli abissi contro pescecani e squali danno il benvenuto a Punta della Dogana. Guerriere dalle tante braccia affrontano creature spaventose e ricordano l’immaginario pop delle strisce di Lanciostory. Serie di piccoli oggetti e maschere e monili in oro e argento sfilano inanellati in grandi teche, come nel coloniale Museo dell’oro di Bogotà. E poi statue elleniche e piatti di cosmogonia pre-ispanica, incrostati di molluschi e formazioni coralline, scudi ossidati e ostriche giganti. Leggi il seguito di questo post »

Kadima, da Pellestrina a Israele

marzo 25, 2017

Lea Taragan aveva otto anni il 5 novembre 1947, mentre lasciava il piccolo molo a Pellestrina sulla nave Kadima. Destinazione Palestina. Il capitano, un ventunenne di nome Zev Rotem, aveva calcolato un paio di settimane di navigazione. Sarebbero andati lenti, perché non era che un vecchio peschereccio rabberciato, nato come “Rafael Luccia”. La nave era piena oltre misura. Il capitano aveva contato 794 persone. In realtà sarebbero scesi in 795, compreso un neonato. Chi erano? Tutti ebrei, tutti clandestini. L’amministrazione coloniale inglese impediva infatti da tempo l’arrivo di immigrati ebrei in Palestina. 
Quel viaggio, Lea Taragan se lo ricorda ancora. Leggi il seguito di questo post »

La signora del surrealismo che ha incantato Peggy

febbraio 25, 2017

E’ seduta dentro la galleria, in mano tiene un bastone piantato in un vaso da fiori e sulla sommità una tela dipinta a mo’ di bandiera. Sotto il cappello decorato con piume, campanellini e fiocchi d’avena, sfoggia uno sguardo di sfida e un sorriso sornione. Rita Kernn-Larsen è ritratta all’inaugurazione della sua prima personale a Londra alla Guggenheim Jaune, la galleria di Peggy.
E’ il 1938 e l’incontro si rivela fatale. Non solo per la pittrice danese che così trova una ribalta internazionale che le avrebbe «cambiato la vita», come ammetterà. Ma anche per la collezionista americana che con lei scopre quell’amore per il surrealismo che non abbandonerà mai. Leggi il seguito di questo post »

Il passato che affiora e non si affronta

gennaio 26, 2017

Ricorrono quest’anno gli 80 anni dalla prima legge sulla «tutela della razza»: l’obiettivo, in piena euforia fascista per l’Impero, era quello di impedire rapporti «d’indole coniugale» tra uomini italiani e donne africane. Un divieto in nome della purezza razziale. Era il 19 aprile 1937. La legge, il Regio Decreto 880, sarebbe diventato la matrice delle norme antiebraiche varate un anno dopo.
Lo ricorda, in occasione della Giornata della Memoria che si celebra domani, una mostra alla CFZ, la biblioteca dell’Università Ca’ Foscari alle Zattere (ingresso gratuito, visitabile fino al 12 febbraio, dal lunedì al sabato, ore 10 – 19, domenica ore 15 -19). Ascari e Schiavoni, il razzismo coloniale a Venezia, così si intitola, è un progetto coordinato da Alessandro Casellato, ricercatore all’ateneo veneziano, assieme a un gruppo di studenti: un lavoro su documenti d’archivio, mappe, foto, filmati attorno a quel grumo storico così poco conosciuto.  Leggi il seguito di questo post »

La Marghera G124 di Renzo Piano

gennaio 15, 2017

Un hub civico e culturale nell’ex-scuola Edison, un giardino del fitorimedio, un lungo parco urbano da nord a sud: a un anno di distanza dalla decisione di Renzo Piano di portare a Marghera il G124, il suo team senatoriale sulle periferie, ora i progetti sono pronti. Il titolo è un programma: «Marghera terreno fertile. Dalle buone pratiche alle politiche».
«Una cosa è alla base di tutto, quasi un architrave», sottolinea Raul Pantaleo, il tutor locale dell’intervento, a sua volta membro dei TAMassociati, i curatori del Padiglione Italia nella Biennale appena chiusa. Quale? «Il regolamento sui beni comuni», messo a punto da Labsus, il laboratorio nazionale sulla sussidiarietà. Il gruppo di Renzo Piano chiede dunque al Sindaco di adottare quel regolamento, che riconosce ai gruppi di vicinato, alle associazioni e ai singoli cittadini la possibilità di prendersi cura della propria città.  Leggi il seguito di questo post »

Tancredi torna da Peggy

novembre 12, 2016

Peggy Guggenheim ne era convinta: «Tancredi è il migliore pittore italiano dai futuristi in poi». Era il 1973 quando scriveva queste parole, nove anni dopo la morte improvvisa di uno tra i suoi artisti più amati. A lui la grande collezionista americana aveva destinato uno studio nel suo Palazzo Venier dei Leoni e per lui aveva infranto una delle sue regole: come per Jackson Pollock, aveva stipulato un contratto facendolo entrare nei migliori circuiti d’arte. Leggi il seguito di questo post »