Luccichii, diademi, opali di fuoco

L’opale di fuoco sembra pulsare. E’ stato quando l’ha avuto tra le mani che Gianmaria Buccellati nel 1976 ha avuto l’idea di farne una spilla a forma di drago piumato. Deve aver pensato che il destino di una pietra uscita dalle viscere del Messico non poteva che avere radici azteche. E allora la testa e le ali, tempestate di diamanti, si infiammano di rossore per ammaliare chi ci passa di fronte. Da oggi questo monile è il cuore della mostra che la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia ospita nella sua sala più lussuosa, la Libreria Sansoviniana. Continua a leggere “Luccichii, diademi, opali di fuoco”

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Cleto Munari, il designer affabulatore

Chi è davvero Cleto Munari? Un designer: i suoi oggetti visionari e perfetti sono passati in decine di musei e sono finiti nella collezione permanente del Moma di New York. Un imprenditore: la gran parte di quelle opere lui stesso l’ha commissionata ai migliori architetti al mondo, da Carlo Scarpa a Ettore Sottsass, Alvaro Siza o Óscar Tusquets e poi fatta realizzare dai più raffinati degli artigiani della provincia veneta, argentieri e pellettieri, vetrai e orafi, ceramisti e fabbri. Un connettore, un inventore, un cacciatore di bellezza. Chiamatelo come volete, ma questo 86enne, goriziano di nascita e vicentino di adozione, è comunque uno dei volti più famosi del made in Italy. Continua a leggere “Cleto Munari, il designer affabulatore”

Nove, uno Smart Pottery Creative Park

Si dice che in vista della Festa del Ringraziamento da Nove partissero ogni giorno per l’America interi tir carichi di vassoi di ceramica, piatti e suppellettili, decorati classici e con il gusto barocco per animali e riccioli. Con la grande crisi, le signore americane hanno stretto d’improvviso i cordoni delle borse e Nove si è trovata con i magazzini pieni e gli ordinativi in bianco. Poi, quando pensava di aver trovato un nuovo mercato, quello dei ricchi russi, le sanzioni sono state letali. Ed è arrivata una seconda batosta. Appoggiata al Brenta e ai piedi della Pedemontana, Nove sembra un incastro urbano di laboratori e villette, uno a fianco dell’altra. Oggi sono tante le villette rimaste orfane del proprio laboratorio ormai chiuso. Continua a leggere “Nove, uno Smart Pottery Creative Park”

Ecologico, resistente, redditizio. E’ bambù boom

Immaginate La foresta dei pugnali volanti. Fra una manciata d’anni potrebbe essere così. Centinaia di ettari ricoperti di bambù, almeno 20 metri sopra la testa, rigoglioso e dinoccolato. Finora non era che una pianta da decoro o cresceva spontanea a ciuffi lungo i fossati di tante campagne. E’ solo da un paio d’anni che uno dei simboli dell’Oriente estremo viene coltivato in modo sistematico da Nord a Sud della penisola. Complice il perfetto tepore mediterraneo: non c’è luogo migliore in Europa. Continua a leggere “Ecologico, resistente, redditizio. E’ bambù boom”

Seguso, 23 generazioni dopo

Sabbia e fuoco. Possiamo chiedere in qualunque fornace a Murano e la risposta sarà sempre la stessa. Il vetro è solo questo. Perché diventi un’ordalia di riccioli o un minimale accenno di curve, fino ai sinuosi giochi cromatici e le rigature e le onde, allora non bastano la sabbia e il fuoco. Ci vuole il fiato dei maestri. E poi il comando sul tempo e la coreografia degli attrezzi.
C’è chi lo fa da 23 generazioni, come i Seguso. Il nome di Antonio Filux Segusi si può leggere infatti in un documento datato 3 maggio 1397. Per la Serenissima, quella del vetro era una delle produzioni strategiche, tanto quanto costruire navi e commerciare stoffe e sale. Continua a leggere “Seguso, 23 generazioni dopo”

Il vetro degli architetti

La carta da parati della Wiener Werkstätte, con i suoi pattern grafici di un colore tenue, ricrea in ogni sala le atmosfere d’interni di primo Novecento, il fervore di un incontro inedito tra design, industria e architettura. Il Boudoir d’une grande vedette, la sala progettata da Josef Hoffman per il padiglione austriaco dell’Esposizione universale parigina del 1937, con pareti e pavimento a specchi, tappeti e lampade chic, sfoggia una gioia di vivere come antidoto al mortifero che stava divorando l’Europa.
Sono questi tre decenni che scorrono a Venezia ne Le stanze del vetro, il programma di mostre e studi sull’arte vetraia promosso dalla Fondazione Giorgio Cini assieme alla Pentagram Stiftung. Il vetro degli architetti. Vienna 1900 – 1937 mette in mostra (fino al 31 luglio) oltre 300 opere scelte da Rainald Franz dalla collezione del MAK, il Museo di arti applicate di Vienna. Continua a leggere “Il vetro degli architetti”

La chiamano La Cattedrale

La chiamano La Cattedrale, per le tante vetrate che svettano alle pareti dell’edificio. Al centro i forni di cottura, come un altare. In fondo, nella seconda navata, un enorme e barocco lampadario di quattro metri e mezzo di altezza e 400 chili di peso. E’ la nuova vetreria che ieri è stata aperta a Murano, in Calle di Odoardo, a un passo dalla fermata Venier del vaporetto. Protagonisti sono Aristide Najean e sua moglie Sylvie Plassnig. Continua a leggere “La chiamano La Cattedrale”