Federico Zappino per Nitty Gritty: «La melanconia si fa spazio. Contro il neoliberismo»

«Non posso immaginare la città senza pensare alla melanconia che si fa spazio. Diventa spazio, oggetti, sedute, pareti, edifici. Quando Nitty Gritty dice che vuole abitare degli spazi interstiziali non posso non rifarmi a questo. Proprio quegli spazi che prendono una forma non prevista dal pianificatore, che increspano la destinazione d’uso premeditata, la sorprende tra due crocicchi, tra due vicoli o due palazzi. Là, in quel vuoto che si sottrae alle regole economiche, ai codici del consumo, alla messa in produzione del vivente, a cominciare dai nostri corpi – là c’è qualcosa che resiste». Continua a leggere “Federico Zappino per Nitty Gritty: «La melanconia si fa spazio. Contro il neoliberismo»”

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«Il libro più cupo di Judith Butler»

«Un libro denso, claustrofobico e volutamente fastidioso: è un libro-chiave di Judith Butler». Federico Zappino ci accompagna dentro il più cupo forse dei lavori della filosofa americana. De La vita psichica del potere (Mimesis, pp.254, euro 20), lui ha curato la traduzione e ci ha aggiunto due splendidi contributi, compresa una conversazione ricca di spunti e di riferimenti con Lorenzo Bernini, autore del recente Apocalissi queer per le edizioni Ets. Continua a leggere “«Il libro più cupo di Judith Butler»”

Mestre, la generazione melting pot a ritmo rap

«Nato in Italia con un triste destino/resto sempre un clandestino. Vado in moschea/prego un altro dio/ma essere italiano è un diritto anche mio». Arriva da Mestre un appello sotto forma di rap. Chiede una legge sullo jus soli, per dare cioè la cittadinanza a chi nasce in Italia, come vorrebbe il ministro Cécile Kyenge. Sono nato in Italia si intitola infatti. E a cantarlo è un gruppo di ventenni. Il video, girato al Parco della Bissuola, sta galoppando in rete, con l’ambizione di approdare a qualche festival. «Vogliamo arrivare a più gente possibile», dicono. Continua a leggere “Mestre, la generazione melting pot a ritmo rap”

Legalità e trasparenza, fatiche di Corte

Non entra nel merito delle ultime vicende giudiziarie, Angelo Buscema. Il presidente della Corte dei Conti per il Veneto, tuttavia, sembra colpito dall’ennesimo colpo d’inchiesta su appalti pubblici ed imprese. «Ho l’impressione che sia emblematico del problema di sempre: la cultura della legalità». Resta il fatto che oggi la Corta inaugura l’anno giudiziario e i riflettori si fanno ancora più puntati del solito.
Dal suo osservatorio, Presidente, lei pensa che l’illegalità sia uno stato di eccezione o è diventato qualcosa di endemico?
«E’ difficile da dire. Ma io credo che i singoli fatti debbano rimanere eccezioni. Non dobbiamo accettare come inevitabile un fenomeno come l’illegalità. La cultura della legalità resta centrale». Continua a leggere “Legalità e trasparenza, fatiche di Corte”

Welfare fai da noi. Sara Cavallaro, Caterina Furnari, Franca Bimbi.

1/ Il gruppo di doule attive a Venezia e a Mestre. Le mamme di mamme

E’ l’ultimo nato tra il gruppo delle doule in giro per l’Italia. “La doula volante”, si chiama. Ha una sede accogliente alla Gazzera, quartiere residenziale alla periferia di Mestre, un’atmosfera da melting pot, aromi mediorientali, una bambolina boliviana di una donna incinta, thé alla menta.
Sara Cavallaro, 41 anni, è una psicologa rigorosa ed allergica alle ortodossie, che scommette sulle relazioni umani più che sulle tecniche ed i manuali. Ha una lunga esperienza di lavoro nel Centro Antiviolenza veneziano, nei progetti contro le discriminazioni e gli stereotipi di genere nelle scuole.
Ci accoglie soddisfatta, «ho appena presentato il progetto “Mammalatte”, mi piacerebbe vedere in diversi luoghi della città angoli attrezzati per far allattare le mamme. Vorrei cominciare dai musei, a Venezia non può essere che così. Vorrei far invadere gli spazi pubblici dalle madri». Continua a leggere “Welfare fai da noi. Sara Cavallaro, Caterina Furnari, Franca Bimbi.”

Microwelfare. Viaggio nell’Italia che si sta inventando un nuovo stato sociale.

Nely Tang ha assunto di recente nuove educatrici, alcune anche italiane, per il suo “Munting Tahanan”, la Piccola Casa. All’inizio aveva pensato di aprire un nido solo per le madri filippine che non sapevano dove lasciare i bimbi prima di correre al lavoro. L’alternativa era mandarli in patria nei primi tre anni di vita. La signora Tang allora ha pensato di ricorrere ad un micro-prestito per far partire la sua mini-cooperativa. E’ stata la Fondazione Risorsa Donna di Roma ad approvare il progetto: oggi la Piccola Casa accoglie anche bimbi fino a sei anni e pure di altre nazionalità.
La signora Tang ha dato così il suo contributo a quel molecolare sistema di welfare che si presenta come micro, sociale ed innovativo e che sta reggendo ai tagli e ai cedimenti strutturali accelerati dalla crisi. Un welfare di prossimità, fatto di relazioni di vicinato e di genere, di famiglie allargate, di mediazioni, di ascolto, insomma di una densa e fertile informalità. Continua a leggere “Microwelfare. Viaggio nell’Italia che si sta inventando un nuovo stato sociale.”

Quegli studenti che sconvolgono il Cile

SANTIAGO – Un’altra grande folla di giovani ha invaso ieri le strade di Santiago e delle più importanti città del Cile. Con loro i docenti e persino i rettori. Hanno bissato il successo deI 30 giugno, quando nella sola capitale si erano ritrovati in 200 mila. Chiedono la riforma radicale del sistema scolastico e universitario, la fine dell’indebitamento, la revisione degli accessi selettivi e paranoici, la fine del business dei privati. Chiedono un sistema pubblico. Dopo quattro mesi sono 700 gli istituti e le facoltà occupate. Persino il più esclusivo dei collegi, il Saint George, è in sciopero, perché «non potevamo stare a guardare», dice una ragazzina dall’accento cuico, cioè ricco e snob.
Il movimento degli studenti ha sorpreso tutti ed ammutolito il mondo politico cileno. Neanche i “pinguini” del 2006 c’erano riusciti, i liceali che affrontarono l’allora presidente Michelle Bachelet, messi in riga con un po’ di lacrimogeni e qualche solenne promessa non mantenuta. Oggi, che alla Moneda da un anno c’è il primo inquilino di destra, Sebastian Piñera, di questi ragazzi si dice: «non hanno più paura». Lo si sente ripetere ovunque. Corre di casa in casa, da tweeter alle mail. Ma di cosa non hanno più paura? Continua a leggere “Quegli studenti che sconvolgono il Cile”