Maduro, una vittoria di Pirro?

A poche ore dalla conferma alla presidenza, Nicolas Maduro sembra più insicuro di quello che lasciano trasparire le dichiarazioni pubbliche. Ieri ha raccolto più di 6 milioni di voti e una percentuale del 67%, ma il vuoto che si trova attorno a sé e sotto i piedi sembra enorme.
Già durante la giornata di ieri il nervosismo nel suo circolo appariva palpabile. Sicuri della vittoria, più passavano le ore e più sembravano turbati i dirigenti chavisti da qualcosa che probabilmente avevano sottostimato, almeno in quelle proporzioni: l’astensione. Continua a leggere

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Argentina, la «bicicletta» rotta

Due anni fa Mauricio Macri è riuscito a convincere la maggioranza degli argentini di essere il presidente che avrebbe riassestato l’Argentina e modernizzata in profondità aprendola al mondo. Ora rischia di essere ricordato come il presidente del «tarifazo» (l’aumento esponenziale di tutte le tariffe-base, dal gas all’acqua) e soprattutto come l’uomo che ha riconsegnato il paese al FMI. Continua a leggere

Tre istantanee dall’America Latina

Prima immagine: Cuba, Villa Clara, 11 marzo 2018, elezioni per il rinnovo della Asamblea Nacional del Poder Popular. Un uomo alto, brizzolato, sorridente è in coda assieme alla moglie. E’ Miguel Díaz-Canel, il vicepresidente. E’ raro vedere un uomo al vertice del regime farsi venti minuti di fila. Un mese dopo sarà il primo presidente di una Cuba senza un Castro al comando (o quasi, Raul rimane capo del partito). Il primo nato dopo il 1959.
La geografia politica dell’America Latina sta per essere riscritta in questo anno di consultazioni elettorali. L’attesa è soprattutto per quattro pilastri regionali. Continua a leggere

Caracas, segnali di nervosismo da Pechino

La Cina è da dieci anni l’alleato più fedele di Caracas. Ha concesso finanziamenti generosi, investito milioni di dollari e ottenuto commesse altrettanto milionarie. Ha sostenuto i governi socialisti di Hugo Chȧvez prima e di Nicolȧs Maduro poi, anche nei momenti di più alta tensione e difficoltà. La svolta risale al 2008 con la nascita del Fondo comune Chino-Venezuelano, vero motore dell’alleanza fra i due paesi. Si calcola che la Cina abbia iniettato oltre 60 miliardi di dollari durante il decennio. Continua a leggere

Nicaragua, si sbriciola la monarchia degli Ortega?

Spesso sono stati paragonati a Nicolae e Elena Ceausescu. Ma loro, Daniel Ortega e Rosario Murillo, marito e moglie, oltre che presidente e vice, hanno sempre fatto buon viso, sorridendoci su. Mai invece avrebbero pensato di finire accomunati a Anastasio Somoza, il dittatore che proprio loro assieme ai giovani guerriglieri sandinisti avevano rovesciato in quella che è stata la rivoluzione più hippy degli anni ’70. Continua a leggere

Jeremías Gamboa: «Il Perù? Una cupa serie di Netflix»

«Il Perù sembra una tragedia shakespeariana con i malvagi che guardano verso il pubblico e spiegano loro quello che succede». Jeremías Gamboa è uno dei migliori scrittori peruviani. E per capire cosa stia succedendo in Perù non bastano gli analisti politici. Meglio ricorrere ad altri sguardi, come il suo. Nato nel 1975 da una famiglia umile di Lima, una ricca esperienza da giornalista e poi da editor, si è fatto conoscere dieci anni fa con una raccolta di racconti (Punto de fuga) per essere poi consacrato nel 2013 con il romanzo Contarlo todo. Di lui è rimasto folgorato il decano dei narratori latinoamericani, Mario Vargas Llosa. Continua a leggere

Venezuela, gli Usa contro il Petro

Mentre Nicolas Maduro presentava il petro, la sua criptomoneta, il 20 febbraio scorso, in prima fila sedevano Denis Druzhkov e Fyodor Bogorodsky, due consulenti russi. Lo rivela il numero di Time uscito questa settimana e sarebbe uno degli indizi sull’assistenza di Mosca all’intera operazione monetaria.
Che i russi fossero interessati al petro già era noto, visto che è garantito da appetibili riserve di petrolio, gas e oro. Così come da tempo si sussurra che anche la Russia sia impegnata a dotarsi di una propria valuta digitale. In comune i due governi hanno la necessità di bypassare le sanzioni e le valute da minare potrebbero essere una soluzione. Continua a leggere