Posts Tagged ‘elezioni’

Perù, Keiko Fujishock

aprile 2, 2016

Non si possono gettare sui figli le colpe dei padri, si sente ripetere in Perù nelle ultime settimane. Neanche se il padre sta scontando 25 anni di carcere per orribili violazioni dei diritti umani e colossali frodi allo Stato. Il padre più famoso del Perù si chiama Alberto Fujimori. Il protagonista di un decennio buio, tra il 1990 e il 2000, dentro una lunga notte della repubblica cominciata in realtà già una decade prima. C’è chi potrebbe raccontare quella notte, ma non può più farlo. Sono i 14 mila peruviani scomparsi nel nulla. Desaparecidos nel terrore di Stato.
La figlia più famosa del Perù si chiama Keiko Fujimori. E’ la favorita alle elezioni del 10 aprile. Quarantenne, a 19 era già primera dama dopo la separazione avvelenata tra i genitori. Lei all’epoca presiedeva la Fondazione por los Niños, mentre il padre faceva sterilizzare forzatamente 314.065 donne, in nome della lotta alla povertà. I crimini di Stato, invece, erano compiuti in nome della lotta contro la guerriglia di Sendero Luminoso. Lo shock liberista contro la crisi economica. Lo scioglimento sprezzante del Congresso in nome del popolo. Leggi il seguito di questo post »

Venezuela, i risultati incendiano il paese

aprile 16, 2013

E’ tutto più complicato, adesso, in Venezuela. Dalle elezioni del 14 aprile è uscito un Paese diviso in due parti uguali che si detestano apertamente. Conteggiati anche i voti dei residenti all’estero, il risultato non è cambiato e 24 ore dopo la chiusura delle urne, Nicolás Maduro Moros, il delfino di Hugo Chávez, è stato insediato a Palazzo Miraflores.
Nessun riconteggio dei voti è stato autorizzato dal Consiglio Nazionale Elettorale (Cne). La presidente, Tibisay Lucena ha chiuso la porta, ricordando come il sistema elettorale sia tutto elettronico e che le ricevute cartacee servono solo come controprova. Di prassi si controlla subito il 54% delle schede, ma «rivedere anche il rimanente non avrebbe senso, non cambierebbe niente», le ha fatto eco anche Vicente Diaz, l’unico rappresentante al Cne vicino all’opposizione, che all’inizio aveva sostenuto la richiesta di riconteggio. Leggi il seguito di questo post »

Caracas, tutti vogliono l’oro nero

aprile 13, 2013

Sul pronostico tutti concordano. «Con un largo vantaggio nelle inchieste, ci si aspetta la vittoria di Nicolás Maduro, che probabilmente continuerà nella tradizione di Hugo Chávez». L’ha siglato per tutti James Clapper, direttore dell’intelligence di Washington, durante un’audizione al Congresso. La notizia è rimbalzata giovedì 11 aprile, nel giorno di chiusura della campagna elettorale, che ha visto Caracas invasa da una marea roja, il rosso dei militanti chavisti.
Ma l’interessamento americano non sembra disinteressato. Stiamo parlando del più inquieto dirimpettaio degli Stati Uniti e del paese con le maggiori riserve petrolifere al mondo. Leggi il seguito di questo post »

Il Venezuela s’infiamma

aprile 10, 2013

In alcuni condomini di Prados del Este gira di porta in porta una lettera. E’ un quartiere residenziale di Caracas, in gran parte anti-governativo. Le missive recapitate agli inquilini invitano a fare scorte di olio in vista delle elezioni di domenica 14 aprile. Perché? Per «difendersi dalle orde chaviste» nel caso attaccassero gli edifici. Come? Facendolo bollire e lanciandolo dall’alto. Leggi il seguito di questo post »

Industriali indecisi e frastornati a Nordest

febbraio 15, 2013

Disillusi dalla politica e un po’ smarriti, gli uomini (e le pochissime donne) di Confindustria veneta provano a ragionare sul panorama che si sta muovendo verso le urne. Sbiaditi i fasti del modello Nordest, sembra consumata la relazione sentimentale con la Lega ed eroso il capitale di fiducia a Berlusconi. Quella era un’altra èra politica. Colpisce, tra chi ieri ha acclamato Roberto Zuccato alla presidenza veneta, che la maggioranza si dica indecisa a dieci giorni dalle elezioni. Leggi il seguito di questo post »

La via eco-socialista di Hugo Chávez

dicembre 11, 2012

Nessuno qui a Catia avrebbe mai creduto di poter avere vicino a casa una clinica. Analisi, radiografie, visite ginecologiche, c’è la farmacia e lo studio di odontoiatra. Non c’è la sala chirurgica, così che «i feriti di arma da fuoco calano a decine all’ospedale più vicino, non passano da qui», ci racconta Licha, un’infermiera, che precisa: «Qui è tutto gratuito, naturalmente».
«Riceviamo tra le 5oo e le 600 persone al mese. La maggior parte soffre problemi di respirazione e di asma cronica», continua Lissi, una dei dieci medici in servizio alla Clinica Popular. Perché l’asma è così diffusa qui? le chiediamo. «C’è la cattiva abitudine di bruciare i rifiuti, prima che arrivi il camion – ci spiega – Una volta non c’era nessun servizio di raccolta e i fuochi non si contavano. Ma l’abitudine è rimasta e bisogna cambiarla».
Ci indica i ranchos tutto attorno, migliaia di case abusive, di lamiera e blocchi di cemento, che pullulano come un dedalo impazzito le colline di Caracas. Qui siamo nella parroquia di Sucre. Cioè una delle 22 località del municipio Libertador. Il cuore di Sucre è il barrio di Catia, enorme, a sua volta diviso in settori. Ci vivono per lo meno 400 mila persone, ma non si sa esattamente, perché nei barrios spesso gli impiegati del censo non sono mai riusciti ad entrare. Leggi il seguito di questo post »

I quattordici anni di Hugo Chavez

ottobre 9, 2012

CARACAS – Quando giovedì scorso ha chiuso la campagna elettorale, in Avenida Bolivar, di fronte a più di un milione di magliette e cappellini rossi in visibilio, Hugo Chavez era davvero lui. Il comandante. Più che un discorso era un canovaccio con cui sa commuovere il suo popolo, lasciarlo identificarsi, là sotto la pioggia, le mani giunte come un pastore evangelico. Erano i suoi occhi al cielo, la teatralità del suo corpo che riempiva lo spazio. Cantava l’inno e versi di canzoni popolari, evocando la rivoluzione, San Francesco, il socialismo e la Virgen del Rosario, la resistenza indigenza e il caracazo, cioè la rivolta del 1989 contro le politiche neoliberali e i suoi martiri. Leggi il seguito di questo post »