culture, società

Juan Calzadilla, la calligrafia è una fabbrica di immagini

«La cosa che rende insopportabile il Venezuela agli occhi del mondo è il suo tentativo, compiuto negli ultimi vent’anni, di iniettare auto-stima agli individui. E’ il fatto di aver messo al centro una cultura umanista che prima non esisteva. Voglio dire: qui si è riconosciuta dignità a soggettività fino a quel momento invisibili». Juan Calzadilla parla del suo paese scosso da una crisi violentissima e prova ad alzare lo sguardo dalla cronaca. Un paese che definisce «sotto assedio» e nelle sue parole risuona più l’idea di un assedio antropologico. E aggiunge: «Mi addolora tantissimo». Continua a leggere

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culture, società

Fiore, la scultrice afferra il suo doppio

Alla sua Trieste, preferisce quasi subito l’esodo Fiore de Henriquez. Forse per questo la città dov’è nata nel 1921 la lascia a lungo nell’oblio. A undici anni dalla sua morte, ora Trieste finalmente omaggia una delle più famose scultrici internazionali. Il merito va allo Spazio DoubleRoom, con una mostra che mette a fuoco non tanto la produzione scultorea di Fiore de Henriquez, quanto il peso della sua identità queer nello sguardo sul mondo e nel suo processo creativo. Continua a leggere

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culture, società

L’intima sovversione di Angel Marcos

Ci può essere una possibilità di insurrezione nell’angolo di una cucina umile, affollata di oggetti struggenti, un vaso con i fiori, le ceramiche decorate, una poltrona sdrucita, un santino e una vecchia radio? Sì, è la risposta di Angel Marcos. E’ là, in quel raggrumo di irriducibile umanità che noi possiamo addensare le forze, puntellare le idee, mescolare le energie per resistere e reagire. Continua a leggere

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culture, società

Armando Pizzinato, il ‘900 come esperienza di vita

VENEZIA – «Strano destino ha avuto Armando Pizzinato. Dei tempi del Fronte Nuovo delle Arti, dal 1946 al ’49, tutti sottolineano la grandezza espressiva di Emilio Vedova e meno la sua. Dell’ardore realista tutti celebrano Renato Guttuso. E in pochi ricordano lui. Ma Pizzinato fu grande davvero». A parlare dell’artista, friulano di nascita e veneziano di adozione, testardo militante comunista che ha attraversato il Novecento italiano (1910-2004), è Casimiro Di Crescenzo.
Curatore, storico dell’arte, tra l’altro uno dei maggiori specialisti di Alberto Giacometti, sta lavorando da quattro anni sull’Archivio Pizzinato. Ha potuto così mettere mano ad una quantità impressionante di materiale e spesso obbligato a ridatare tele e bozzetti («non voleva staccarsi mai dalle sue opere, le conservava il più a lungo possibile, poi metteva a ritroso date imprecise», sorride), scovando documenti e progetti in altri fondi e biblioteche in giro per l’Italia. Continua a leggere

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culture, società

“Code:Red”, lavoratrici del sesso sbarcano alla Biennale

Un’onda rossa si muove tra le calli di Venezia. Rose, megafoni e cartelli, “Stop the war to whores”, fermate la guerra alle puttane. Loro, le sex-workers: ognuna ha un ombrello rosso in mano. E’ il giugno 2001, Biennale d’arte di Venezia n.49. Il corteo sigla la conclusione non solo del “Primo congresso internazionale delle lavoratrici del sesso”, ma anche del primo di una lunga serie di eventi in tutto il mondo.
Il Parasite Institute di Lubiana pubblica ora il catalogo Code:Red, curato da Tadej Pogacar (pagg.220, euro 30), dieci anni dopo quell’esperienza, tanto è il tempo passato a mescolare attivismo creativo e pratiche di libertà. Presentato in questi giorni all’A+A, il Centro espositivo sloveno di Venezia, il volume raccoglie le tappe e le riflessioni di questo viaggio, da Skopje a New York, da Sao Paulo a Mosca, Tirana ed Amsterdam. Continua a leggere

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culture, politica

I cieli stellati e la passione politica di Margherita Hack

Margherita Hack dà il meglio di sé quando perde il filo del discorso per tornare a parlare di stelle. Si sente che è questo tutto il suo gigantesco cosmo sentimentale, prima ancora che la materia prima su cui ha speso una vita di lavoro.
Non è solo la sua strepitosa capacità divulgativa, dunque il suo talento di narratrice del tremendamente complicato, oscuro e matematico, che nella sua voce diventa un racconto decifrabile per il nostro semplice spazio cognitivo. E’ che lei con quell’enorme invisibile ha un rapporto così intimo e così emozionante che quasi lo seduce, lo tocca e lo manipola per spiegarci i meccanismi della vita e per farci aprire i pertugi dell’immaginario. Continua a leggere

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culture, società

Stephanie Knauss. Tra Chiesa e sessualità un rapporto secolare

«C’è un filone ricco di teologia queer che è profondamente radicato nel discorso religioso e che ora dovrebbe uscire». Ne è molto convinta Stephanie Knauss, teologa trentacinquenne, che a Trento sta terminando un progetto di estetica teologica al dipartimento di Scienze Religiose della Fondazione Bruno Kessler.
Minuta, timida e determinata, Knauss fa parte del Consiglio nazionale delle teologhe e sta lavorando ad un libro sulla rappresentazione della sessualità nei media, dai film alla pubblicità, fino al cyber-sex. «Uno sguardo di antropologia teologica – ci racconta – che ponga al centro la corporeità e la fisicità delle persone e la loro relazione col discorso religioso». Continua a leggere

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