Chi offre di più per questi tesori?

Quello che fino a qualche anno fa era l’appartamento dell’Intendente, ha l’aria di un posto lasciato quasi di fretta. Le camere vuote immerse nel buio, un tavolo, i pavimenti di marmo, le porte-vetrate anni ’60. Si scende di un piano. I balconi socchiusi filtrano la luce. I piccioni si sono fatti un varco e sbattono spaventati tra gli infissi e il soffitto. Le scrivanie degli uffici, le scaffalature in mezzo alle stanze, libri e faldoni. Poi si apre la sala di rappresentanza: i soffitti affrescati, gli stucchi e il mobilio d’epoca. La carta da parati con motivi floreali si sta staccando. Siamo a Piacenza, Palazzo Serafini. In questo edificio cinquecentesco in centro città, ci avevano ricavato uffici con la furia d’interni delle amministrazioni pubbliche. E poi abbandonato. Continua a leggere “Chi offre di più per questi tesori?”

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Ma Caracas non si arrende

Gli abitanti di Pinto Salinas volevano un posto dove tenere le assemblee di vicinato, ripararsi dalla calura, riprendere fiato e magari maledire le ore di fila per comprare la carne o le medicine. O anche solo per commentare l’ultimo operativo della polizia in cerca di droga o di armi. Pinto Salinas è un agglomerato di casermoni e strade sconnesse a nord di Caracas. Ora un angolo di questo barrio è diventata Plaza Tres Marías, progettata assieme agli architetti di Oficina Ludica e PKMN: una leggera struttura metallica verde, il pavimento in legno, un edificio colorato. Continua a leggere “Ma Caracas non si arrende”

Factum Arte, Madrid: contemporaneo per l’antico

E’ difficile dire che cosa sia la Factum Arte. Una fabbrica? Adam Lowe, guida e proprietario, ci pensa un po’ su: «Potrei definirla una fabbrica inefficiente», dice con umorismo british. Il fatto è che a veder lavorare insieme architetti, artigiani, informatici, conservatori, designer, artisti, comunicatori, fa più venire in mente una bottega rinascimentale. Lowe sorride: «Si avvicina molto di più, anche se qui non c’è l’artista con la sua scuola».
Bisogna portarsi a est di Madrid. Il grande viale di Calle Albarracín nasconde ai suoi fianchi una zona industriale. Factum Arte è ben mimetizzata dentro questa serie di capannoni, uffici e cantieri. Da qui sono uscite opere di Marc Quinn o Irina Nakhova. E sempre da qui ha preso vita una copia perfetta de Le Nozze di Cana del Veronese per il Cenacolo di San Giorgio a Venezia. O, ancora, è stato ricostruito il Caravaggio scomparso a Palermo. Continua a leggere “Factum Arte, Madrid: contemporaneo per l’antico”

Una terrazza sul mare di neve

Il sentiero arriva fino alle grandi vetrate dove l’ingresso è sbilenco e sinuoso, inconfondibile firma di Zaha Hadid. L’ultimo dei sei musei della Fondazione Messner, inaugurato un anno fa, si muove dentro e sotto la montagna, dove la vetta non è che una piatta protuberanza a 2275 metri d’altezza. Si sbuca sull’altro versante, le tre finestre panoramiche si prolungano sul vuoto, che poi non è un precipizio ma un parapendio dolce e lungo. Qui nulla è scontato, né è mai come appare.
Plan de Corones, KronPlatz. Tra la val Badia, Valdaora e val Pusteria. Si vedono le Dolomiti di Linz a est, l’Ortles a ovest, dietro la Marmolada e di fronte le Zillertal. D’inverno il Museo si immerge dentro un cappotto di neve o fa capolino nelle giornate di nebbia densa o tra le nuvole basse che si muovono lente. D’estate ha l’aria sperduta di una cima glabra e desolata. Continua a leggere “Una terrazza sul mare di neve”

Ecologico, resistente, redditizio. E’ bambù boom

Immaginate La foresta dei pugnali volanti. Fra una manciata d’anni potrebbe essere così. Centinaia di ettari ricoperti di bambù, almeno 20 metri sopra la testa, rigoglioso e dinoccolato. Finora non era che una pianta da decoro o cresceva spontanea a ciuffi lungo i fossati di tante campagne. E’ solo da un paio d’anni che uno dei simboli dell’Oriente estremo viene coltivato in modo sistematico da Nord a Sud della penisola. Complice il perfetto tepore mediterraneo: non c’è luogo migliore in Europa. Continua a leggere “Ecologico, resistente, redditizio. E’ bambù boom”

Addio guerriglia: la scommessa delle donne

Il medico di campo è una ragazza con grandi occhi neri, un nastro rosa alla fine di una lunga treccia, un anello con una pietra azzurra e le unghie laccate di blu. Stringe la siringa e inietta l’antibiotico nella natica di un commilitone steso e silenzioso. La leishmaniosi non è così rara, bisogna curare l’infezione. La doctora, come tutti gli altri, indossa la sua divisa verde oliva. E’ una guerrigliera delle Farc, le Forze armate rivoluzionarie di Colombia, che dopo 52 anni stanno per lasciare le armi. Forse continuerà a fare la dottoressa quando si toglierà per sempre la divisa e lascerà la selva del Meta. Chissà come sarà la sua nuova vita da civile. Continua a leggere “Addio guerriglia: la scommessa delle donne”

Belo Monte, la diga della discordia

«Un giorno tutto questo verrà giudicato», non si stanca di ripetere Thais Santi. «Belo Monte è una sfida allo stato di diritto. Ma prima di tutto è una storia che dev’essere raccontata». Thais Santi, 36 anni, è procuratrice al Ministerio Publico Federal di Altamira, Stato del Parà, dentro quell’organismo vivente che è l’Amazzonia brasiliana. E la storia è quella della diga di Belo Monte sul fiume Xingu. Costruita a qualunque prezzo, dice, in una sorta di «stato di eccezione dove cioè tutto è possibile». Continua a leggere “Belo Monte, la diga della discordia”