Posts Tagged ‘pubblico’

Chávez sotto i ferri a Cuba

dicembre 12, 2012

Le voci sul tumore, rimasto avvinghiato nel corpo del Comandante, si rincorrevano anche durante la campagna elettorale. Hugo Chávez Frías, sempre abituato a parlare per ore, in quelle lunghe settimane elettorali non superava i trenta minuti. Il suo eloquio da predicatore evangelico e capo militare si era ridotto ad una manciata di slogan.
Eppure, quelle elezioni del 7 ottobre, che lo hanno poi confermato Presidente, Hugo Chávez  le riteneva come un punto di non ritorno. Forse perché sapeva o sospettava della malattia? E’ probabile. Il suo mandato comunque scadrà nel 2019. Ma solo dio sa se riuscirà ad esserci il 10 gennaio prossimo, il giorno del suo insediamento ufficiale. Leggi il seguito di questo post »

“Stanchi di corruzione e violenza urbana”

ottobre 9, 2012

CARACAS – «Unire il Venezuela, pensarlo come un unico paese è la prima sfida che il presidente Chavez avrà in agenda. Lui stesso, per la prima volta, lo ha ammesso ad urne chiuse». Alejandro Oropeza è docente di Scienze Politiche nelle università Simon Bolivar e alla Cattolica. Dirige l’Osservatorio Hanna Arendt, impegnato dal 2006 nel campo della libertà di espressione e dei conflitti sociali. E’ anche molto critico con il chavismo e riconosce nelle prime parole di Chavez una novità. Leggi il seguito di questo post »

“Sarò un presidente migliore”

ottobre 9, 2012

CARACAS – Alle 19.30 di domenica, solo un’ora e mezza dopo la chiusura delle urne, il popolo in rosso stava festeggiando di fronte a Palazzo Miraflores, il suo Presidente. Sapeva già che la partita era chiusa, quando ancora il Consiglio Nazionale elettorale doveva esprimersi. Hugo Chavez, per la quarta volta in quattordici anni, è il primo cittadino del Venezuela.
Oltre 7.440.000 voti, il 54% dei suffragi sono infatti andati al Comandante. Dal suo sfidante, Henrique Capriles Radonski, lo separano più di 1.288.000 voti. Quasi dieci punti di vantaggio. In venti stati su 24. Leggi il seguito di questo post »

I due volti del Venezuela

ottobre 6, 2012

CARACAS – Il cacerolazo inizia appena la luce se ne va. Si batte su pentole e ringhiere, inferriate e saracinesche. E’ successo per tre giorni di fila, l’ultima settimana, nella grande Avenida Fuerzas Armadas, pieno centro di Caracas. Il terzo giorno dalle 11 del mattino all’una di notte. Quattro caseggiati al buio, da un lato all’altro di questa strada rumorosa e trafficata. Dopo le 18.30 si fa buio in Venezuela. La gente  affolla metro e camionetas (i micro-bus privati) per rincasare. Più si fa tardi, più la gente affolla solo i quartieri ricchi di Chacao o Altamira. Con un apagón, un black aut, qui è ancora più deserto. Paura di malandros, attaccabrighe e ladri, che scorrazzano in una delle città più violente al mondo.
«Sappiamo cosa fare. Aspettare il 7 e cacciare Chavez», dice Manuél, un avvocato sessantenne che vive in uno dei condomini. Il quartiere è in maggioranza di opposizione. Leggi il seguito di questo post »