L’arte del magnate russo

Si dice che un tempo sia stato lo scenario di un omicidio: un giorno qui un dipendente avrebbe ucciso il suo datore di lavoro. Gesto di lotta di classe o follia, a Palazzo delle Zattere la storia si riverbera nella mostra con cui la V-A-C Foundation lo ha riaperto. Perché i russi guidati dal magnate del gas Leonid Mikhelson hanno portato qui l’effervescenza rivoluzionaria dei sovietici anni ’20 facendoli dialogare con artisti contemporanei. Continua a leggere “L’arte del magnate russo”

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Miniature, arte e alchimia

Ci si immerge tra i canti gregoriani che inondano le stanze, suoni che sembrano provenire da secoli addietro. Si vedono abili mani di artigiani e alchimisti che tirano le pelli per farne pergamene, pestano lapislazzuli, spaccano ossa, mescolano mercurio e resine. Sulle pareti scorrono i patimenti terrifici archiviati in quel manuale di atrocità e di santità che è il Martirologio dei Battuti Neri. E poi un libro minuscolo, sei centimetri per tre, che potrebbe stare persino in un taschino. Un gioiello, di oro e tempera, chiuso in una teca, tanto è fragile e immensamente prezioso. Vicino, una copia perfetta a portata di mano e allora ci si siede e lo si sfoglia rimanendo senza fiato. Continua a leggere “Miniature, arte e alchimia”

Viaggio tra le chiese “proibite” di Venezia

Nel sentir definire una chiesa «sconsacrata», don Gianmatteo Caputo sorride e alza gli occhi al cielo. «Per noi non esiste questa parola», dice il prelato che per parrocchia ha le attività culturali della Curia di Venezia. «Una volta consacrata, lo è per sempre. Può essere solo profanata, ad esempio se avviene un omicidio. Allora si procede con nuovo rito di consacrazione».
Ecco risolto anche il mistero dell’ex-Chiesa della Misericordia, trasformata da Christoph Büchel in una moschea, realizzando uno strepitoso padiglione islandese per la Biennale d’arte in corso. Chiusa dalla burocrazia comunale che non capiva se fosse arte, la chiesa-moschea di Büchel ha portato alla ribalta un patrimonio che la città spesso dimentica di avere. Continua a leggere “Viaggio tra le chiese “proibite” di Venezia”

Arte, caminetti e marmellate

Un sogno nel cassetto? «L’affresco del presepe di Greccio, là sperduto in un camminamento reatino. E’ attribuito a Giotto. Una meraviglia». A Giovanna Zabotti luccicano gli occhi solo a parlarne. La sua missione, assieme a Enrico Bressan, è di far incontrare le meraviglie da restaurare e un’impresa che voglia raccogliere la sfida.
Per far questo sono dal 2004 alla guida di Fondaco. Uno proveniente dal mondo del corporate, l’altra dal marketing, hanno creato un’impresa che non punta né al mecenatismo né alla semplice caccia allo sponsor. Ma, come dicono loro, «una piattaforma per comunicare con l’arte». Anzi: un laboratorio di «abiti su misura». Continua a leggere “Arte, caminetti e marmellate”

Uno Swarovski in cima a San Giorgio

Dall’alto una leggera vertigine accompagna lo sguardo su Venezia. San Giorgio osserva un panorama di isole, edifici e chiese che non ha paragoni. Da sopra la cupola dell’Abbazia che gli dà il nome, di fronte a San Marco e di fianco alla Giudecca, c’è qualcosa che fa ammutolire.
Lassù hanno lavorato inerpicati negli ultimi quattro mesi gli operai e gli artigiani che hanno restaurato la statua del santo. Non si sa di preciso a quando risalga, non c’è documentazione sufficiente. Ma si sa che di anni ne ha cinquecento, più o meno. E che a Venezia è stata la prima Chiesa a erigere una statua affinché svettasse sopra la cupola. Continua a leggere “Uno Swarovski in cima a San Giorgio”

Carpaccio&Viola chez Vuitton

Bill Viola non poteva conoscere ancora quelle due opere di Carpaccio custodite al Museo Correr di Venezia, quando ha realizzato Eternal Return nel 2000 e Emergence, due anni dopo. Che una delle due fosse di Carpaccio nemmeno si sapeva allora e solo oggi viene esposta per la prima volta al pubblico. Eppure, il gioco di sintonie, di rimandi e di coincidenze, nelle sale dell’Espace Vuitton a Venezia che da oggi li ospita, è così forte che quasi inquieta. Continua a leggere “Carpaccio&Viola chez Vuitton”

Tobia Scarpa: «Prima vedo la bellezza»

«Ho l’impressione che pochi a Venezia avessero la consapevolezza di cosa c’era qui. Spesso non ci si rende conto della bellezza di un luogo. Ma basta entrare, ritrovare le affettuosità e si torna a casa felici». Tobia Scarpa, l’architetto che firma le Nuove Gallerie dell’Accademia, assieme a Renata Codello, parla con il suo modo lucido e trasognato di ciò che ha fatto. Il giorno dell’inaugurazione si aggirava con l’aria quasi spaesata tra la folla. Tutti a chiedergli qualcosa. «Dopo dieci anni abbiamo bisogno di raccontare», dice sorridendo. Continua a leggere “Tobia Scarpa: «Prima vedo la bellezza»”