culture, società

Factum Arte, Madrid: contemporaneo per l’antico

E’ difficile dire che cosa sia la Factum Arte. Una fabbrica? Adam Lowe, guida e proprietario, ci pensa un po’ su: «Potrei definirla una fabbrica inefficiente», dice con umorismo british. Il fatto è che a veder lavorare insieme architetti, artigiani, informatici, conservatori, designer, artisti, comunicatori, fa più venire in mente una bottega rinascimentale. Lowe sorride: «Si avvicina molto di più, anche se qui non c’è l’artista con la sua scuola».
Bisogna portarsi a est di Madrid. Il grande viale di Calle Albarracín nasconde ai suoi fianchi una zona industriale. Factum Arte è ben mimetizzata dentro questa serie di capannoni, uffici e cantieri. Da qui sono uscite opere di Marc Quinn o Irina Nakhova. E sempre da qui ha preso vita una copia perfetta de Le Nozze di Cana del Veronese per il Cenacolo di San Giorgio a Venezia. O, ancora, è stato ricostruito il Caravaggio scomparso a Palermo. Continua a leggere

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Il futuro è una realtà ai raggi T

Se in un aeroporto statunitense o in quello di Amsterdam vi fanno passare braccia alzate sotto un macchinario che scansiona a corpo intero, sappiate che vi stanno scrutando con i Raggi T. E che quello è solo un catafalco di prima generazione. Un po’ come se di fronte avessimo vecchi computer a valvole, di quelli che un tempo ingombravano una stanza. Ma una cosa sembra certa: il futuro prossimo è ai raggi T.
Cosa sono? Rubén Criado ci mostra una vecchia «Mappa delle radiazioni elettromagnetiche» disegnata negli anni ’60 e trovata in un mercatino di antiquariato. E’ fitta di figure, disegni e segni. Come una linea del tempo si susseguono le onde elettriche, quelle radio, i raggi x. E dopo c’è un salto verso quelli fotonici, che poi verranno usati per i laser. In mezzo c’è una zona che non interessava a nessuno, senza neppure un nome: i Terahertz. Continua a leggere

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